di Redazione

scritto in Consumi, Governo, Media, Storie, Viaggio | permalink

La chiamata del Destino è fissata per il prossimo 21 gennaio. Per gli orfani di Lost è iniziato il conto alla rovescia. Gli autori l’hanno giurato sui loro figli: con la quinta stagione, lo show entrerà finalmente in “answer mode” e, un po’ per volta, cominceranno ad arrivare tutte le risposte. È il caso di avere Fede? O è meglio regolarsi secondo Ragione?

Nel primo caso, è necessario un atto di devozione, assoluta ed incondizionata, alla mente creativa di J.J. Abrams, Damon Lindelof e Carlton Cuse. Beati coloro che credono alla coerenza di questo intricatissimo plot senza pretendere di vederne la fine. Non subito, almeno. Gli autori hanno promesso che tutto sarà chiarito al termine della sesta e ultima stagione, con un finale spettacolare che non tradirà le attese e che, a dimostrazione di quanto intelligente fosse il loro disegno, è già scritto da tempo.
Dunque, quando il Destino chiamerà, converrà rispondere: “Eccomi!”. I vantaggi sono molti, in effetti. Chi ha avuto il dono della Fede potrà godersi la quinta e la sesta stagione di “Lost” quasi fossero un regalo del cielo, con la sicurezza che le vite di Jack, Kate, Locke, Ben e Sayd non sono il frutto beffardo del caso ma le linee coerenti di un plot perfettissimo. Per ognuno di loro, gli Autori avevano un progetto. Occorre solo avere fede e attendere di scoprirlo.
Solo così ogni evento sarà accolto con stupore, col candore di un bimbo di fronte ad un nuovo inaspettato cliffhanger che piove dal cielo degli Studios. E soprattutto, in ogni caso, sarà valsa la pena aspettare.

L’adepto di “Lost”, infatti, non critica le scelte degli Autori; al massimo le interpreta. Ci sono misteri inspiegabili che la nostra mente non è attrezzata per comprendere subito. La fede insegna ad avere la giusta pazienza. Un giorno non troppo lontano (nel 2010 o 2011, salvo nuovi scioperi degli sceneggiatori), ogni mente sarà pronta e il disegno, da intelligente che è, si farà anche intellegibile. Nel frattempo, non bisogna abbandonarsi ai piaceri della carne, ovvero alle anticipazioni, ai rumors non confermati e, soprattutto, agli spoiler. Gli spoiler tolgono il gusto della scoperta. Annullano il senso di una ricerca che ha valore solo se progredisce rispettando le tappe. Le tappe decise da loro, gli Autori. Altrimenti non ha più senso. È solo ingordigia senza giudizio. Vuol dire buttarsi via.
A chi ha fede in “Lost”, dunque, non resta che scollinare questo interminabile dicembre di attesa. Gennaio è vicino. Coraggio!

Regolarsi secondo Ragione, invece, rischia di essere una missione impossibile. A differenza di chi ha trovato la Fede, gli scettici di “Lost” sono un gruppo molto eterogeneo che sfugge a qualsiasi classificazione. Ciò che li accomuna è il navigare a vista. Come il Jack della quarta stagione, hanno perso ogni certezza e ora vagano di terminal in terminal nella speranza di ripiombare nel caos delle origini, quando il volo Oceanic 815 precipitò su un’isola misteriosa. Là, nell’isola della prima stagione, molte cose erano incomprensibili, ma rimaneva la speranza di poterle spiegare in modo decente, un giorno, e si potevano mangiare anche le fragole.
Gli scettici di “Lost” si interrogano, si struggono, si arrabbiano, ma restano pur sempre degli adepti. Hanno digerito a forza il deragliamento in territori Sci-Fi e ora chiedono almeno un minimo di coerenza interna cui aggrapparsi. L’incredulità è sospesa ex tunc, ma cum grano salis. Ecco perché gli scettici non perderebbero per niente al mondo la chiamata di gennaio, ma preferiscono credere che non sia il Destino quello dall’altra parte della cornetta.
Ci sarebbero solo un gruppo di autori, professionisti mediamente geniali, che si confrontano ogni giorno con una natura matrigna (tanto simile a quella dell’isola) e con un universo pur sempre indifferente. E allora non ci sono soltanto le esigenze creative; ci sono i budget, i produttori, le bizze dei divi e tutti gli eventuali incidenti di percorso che nessuno potrebbe prevedere in anticipo. Altro che disegno intelligente! A condizionare gli autori, c’è di mezzo la realtà.

Le prove? Secondo gli scettici di “Lost” sarebbero numerosissime.
Il destino di Benjamin Linus, ad esempio, era quello di essere niente. Michael Emerson venne scritturato per il ruolo di Henry Gale, un tale di passaggio, pensato per sgonfiarsi come la sua finta mongolfiera in uno scorcio di stagione. Ma accade l’imprevisto: nel giro di tre puntate, Emerson conquistò il pubblico. Nei suoi occhi a rana si rispecchiava la nemesi del male. Un’autentica benedizione. Ed ecco che, seduta stante, Ben diventò un regular character, il misterioso leader degli “Altri”.
Un destino opposto a quello di Mr. Eko, interpretato da Adewale Akinnuoye-Agbaje. Secondo voci di corridoio, il suo personaggio era destinato a diventare uno dei protagonisti assoluti, con un ruolo decisivo nelle ultime due stagioni. Mr. Eko doveva essere l’uomo di fede, il vero alter ego di Jack Shephard. Al termine della seconda stagione, però, Adewale non era più così interessato ad incarnare lo spirito dell’isola. Chiese di uscire dal cast e la produzione glielo concesse. Il plot, di conseguenza, prese un’altra piega.
Qualcosa di simile accadde anche ai personaggi di Ana Lucia e Libby, entrambe eliminate a bruciapelo al termine della seconda stagione. Forse se Michelle Rodríguez e Cynthia Watros non si fossero fatte arrestare per guida in stato di ebbrezza proprio durante una sessione di riprese alle Hawaii, oggi i loro personaggi sarebbero alla ricerca di qualche stazione Dharma o magari tra gli Oceanic Six.

Per gli scettici di “Lost”, tutto ciò dimostra che nulla è già scritto. La teoria del disegno intelligente è marketing virale, la solita trovata per creduloni. A plasmare il plot, ci pensa il darwinismo sociale. Sopravvivono i personaggi che superano il giudizio del pubblico, le clausole contrattuali e le mille difficoltà degli Studios. Solo chi resiste si evolve. Se anche la meta dovesse essere già decisa – il famoso finale già scritto -, ci sono comunque un’infinita di modi per arrivarci.
Dove sta la verità? Impossibile affermarlo con certezza. Al momento, l’unica certezza è che il 21 gennaio la ABC manderà in onda il prologo della “più spettacolare stagione di tutti i tempi”. L’hanno giurato di nuovo, sempre sui loro figli.
Del resto, è difficile conciliare Fede e Ragione. Siamo di fronte ad un dilemma antico come il mondo, che forse è destinato a rimanere senza risposte. Di sicuro vale la pena cercarle. Gli autori di “Lost” ci hanno fatto un sacco di soldi.

| | | | | | | | |
11 dicembre 2008

Nessun commento »

Non c'è ancora nessun commento.

RSS feed dei commenti a questo articolo.
TrackBack URL

Lascia un commento