di Simona Palenga

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Dopo mesi e mesi a Kabul, avevo dimenticato cosa significa guidare su una strada perfettamente asfaltata e avrei stentato a credere che in Afghanistan ci sono strade così buone, se non fossi stata io stessa in quella macchina.

Da Kunduz a Takhar, la strada ha tagliato verdi campi di grano che presto saranno d’oro, un po’ come il valore della farina che produrranno a breve.

Nel distretto di Baharak l’asfalto è terminato per lasciare spazio ad uno sterrato di fango solidificato con ampie buche.

Una dozzina di km piú tardi, i campi di grano hanno lasciato spazio ad una zona arida.

Alcune famiglie si sono stanziate qui da qualche mese, con il support del governo afghano e l’aiuto di organizzazioni umanitarie.

Vengono originariamente dal Gojarat, una regione dell’attuale India e sono arrivate nella provincia di Takhar dopo anni di vita nomade.

Ora metteranno radici.

Sempre che l’estate non sia troppo arida.

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14 aprile 2009

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