di Redazione

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“Come funziona il giornalismo oggi. 17 affermazioni” è il sottotitolo di questo Internet-Manifest comparso in rete nel settembre scorso a opera di un gruppo di noti blogger tedeschi. E non è un caso che si parli di giornalismo, perché qui il web interessa soprattutto per la sua funzione di media informativo e insieme democratico (vedi il punto 5, Internet è la vittoria dell’informazione).

Le 17 affermazioni che seguono possono essere discutibili – e vanno certamente discusse – ma non possono essere ignorate, perché non sono materia solo, appunto, per i giornalisti. Soprattutto in paesi in cui, come l’Italia – dove Internet sembra spesso essere omonimo di Facebook – c’è la tendenza a considerare il web un passatempo, un intrattenimento. O un lugo dove si commettono reati.

1. Internet è diverso
Internet crea diverse sfere pubbliche, diversi rapporti di scambio e diverse tecniche culturali. I media devono adattare il proprio metodo di lavoro alla realtà tecnologica anziché ignorarla o combatterla. Hanno l’obbligo di sviluppare il miglior giornalismo possibile sulla base della tecnologia a disposizione, inclusi nuovi prodotti e metodi giornalistici.

2. Internet è un impero mediatico tascabile
Il web riorganizza il presente sistema dei media: supera i limiti e gli oligopoli finora esistenti. Pubblicazione e diffusione di contenuti mediali non sono più legate ad ingenti investimenti. Il giornalismo viene derubato – per fortuna – di quella funzione accentratrice che esso stesso si autoattribuisce. Resta solo la qualità giornalistica, la quale distingue il giornalismo dalla semplice pubblicazione.

3. Internet è la società, la società è internet
Offerte come i social networks, wikipedia o youtube fanno parte della quotidianità per la maggioranza delle persone nel mondo occidentale. Sono ovvi come il telefono o la televisione. Se le società di comunicazione multimediale vogliono continuare ad esistere, devono capire il mondo in cui vivono gli utenti ed adattarsi alle loro forme di comunicazione. Ne fanno parte le forme basilari della comunicazione sociale: ascoltare e reagire, conosciute anche come dialogo.

4. La libertà di internet è inviolabile
L’architettura aperta di internet costituisce la legge IT fondamentale (information technology law) di una società che comunica in modo digitale e, conseguentemente, del giornalismo. Non deve essere utilizzata per la protezione di interessi particolari, economici o politici, i quali si nascondono spesso dietro presunti interessi generali. Impedire l’accesso a internet, in qualunque forma, mette in pericolo il libero scambio di informazioni e viola il diritto fondamentale all’autodeterminazione del proprio livello di informazione.

5. Internet è la vittoria dell’informazione
Fino ad oggi, a causa di una tecnologia inadeguata, erano le organizzazioni come le società di comunicazione multimediale, i centri di ricerca o le istituzioni pubbliche a gestire le informazioni a livello mondiale.
Adesso ogni cittadino stabilisce individualmente i filtri da applicare alle notizie, mentre i motori di ricerca procurano informazioni in quantità prima inimmaginabili. La singola persona può informarsi coma mai prima d’ora.

6. Internet cambia – migliora – il giornalismo
Attraverso internet il giornalismo può percepire i propri compiti socio-formativi in maniera nuova. Ciò include la rappresentazione dell’informazione come processo in continua evoluzione; la perdita dell’immutabilità della stampa è un guadagno. Chi vuole far parte di questo nuovo mondo dell’informazione necessita di nuovo idealismo, di nuove idee giornalistiche e della gioia di sfruttare le nuove possibilità.

7. La rete richiede collegamenti
I links sono collegamenti. Ci conosciamo attraverso i links. Chi non li utilizza, si esclude dal discorso sociale. Questo vale anche per la comparsa online di società di comunicazione multimediale classiche.

8. I links valgono, le citazioni decorano
Motori di ricerca e aggregatori favoriscono il giornalismo di qualità: aumentano la reperibilità di contenuti validi nel lungo periodo e sono parte integrante di quella nuova dimensione pubblica che è la rete. Referenze attraverso links e citazioni – anche e soprattutto senza accordo o perfino retribuzione dell’autore – rendono insomma solo adesso possibile la cultura del discorso sociale in rete e sono assolutamente meritevoli di tutela.

9. Internet è la nuova sede del discorso politico
La democrazia vive di partecipazione e libertà di informazione. Il trasferimento della discussione politica dai media tradizionali a internet e l’ampliamento di questa discussione per favorire la partecipazione attiva del pubblico è un nuovo compito del giornalismo.

10. La nuova libertà di stampa significa libertà di opinione
L’articolo 5 della Costituzione tedesca non costituisce una tutela di categorie professionali o di modelli negoziali tramandati tecnicamente. Internet elimina le barriere tecnologiche tra amatori e professionisti. Per questo il privilegio della libertà di stampa deve valere per tutti coloro i quali possono contribuire all’adempimento dei compiti del giornalismo. Dal punto di vista qualitativo la differenza non è tra giornalismo retribuito e non retribuito ma tra buon e cattivo giornalismo.

11. Più è più: non esiste la troppa informazione
Un tempo erano le istituzioni come la Chiesa ad attribuire al potere il primato sulla scelta individuale del modo di informarsi e, con l’invenzione della stampa, a mettere in guardia da un diluvio di informazioni incontrollate. Dall’altra parte stavano pamphlettisti, enciclopedisti, giornalisti, a testimoniare che più informazioni portano a più libertà, così per il singolo come per la società. A tal proposito nulla è cambiato fino ad oggi.

12. La tradizione non è un modello negoziale
Grazie ai contenuti giornalistici su internet si guadagnano soldi. Di ciò esistono già numerosi esempi. Ma internet, nel suo essere intensamente competitivo, esige l’adattamento dei modelli negoziali alle strutture della rete. Nessuno dovrebbe tentare di sottrarsi a questo adattamento necessario attraverso una politica della tutela dello status quo. Il giornalismo necessita di una competizione aperta per trovare le migliori soluzioni di rifinanziamento nella rete e il coraggio di investire nelle sue molteplici trasformazioni.

13. Su internet il diritto d’autore diventa un dovere civico
Il diritto d’autore è una pietra centrale* angolare della disciplina dell’informazione su internet. Il diritto dell’autore di decidere il modo e l’ampiezza della diffusione dei contenuti vale anche in rete. Ma non bisogna abusare del diritto d’autore per assicurarsi meccanismi di distribuzione ormai superati e precludersi nuovi modelli di distribuzione e licenza. La proprietà crea obblighi.
[*) Allarme “espressioni involontariamente comiche” disinserito]

14. Internet conosce molte valute
Le offerte giornalistiche online finanziate grazie alla pubblicità scambiano contenuti contro attenzione per i messaggi pubblicitari. Il tempo di un lettore, di uno spettatore o di un ascoltatore ha un valore. Questo legame fa parte da sempre dei principi base del finanziamento del giornalismo. Ulteriori forme sostenibili di rifinanziamento aspettano di essere inventate e sperimentate.

15. Quello che sta in rete, resta in rete
Internet innalza il giornalismo su di un nuovo piano qualitativo. Testi, suoni e immagini online non devono più essere transitori. Essi rimangono disponibili e diventeranno un archivio di storia contemporanea. Il giornalismo deve tenere in conto lo sviluppo dell’informazione, la sua interpretazione e l’errore. Deve quindi ammettere gli sbagli e correggerli in modo trasparente.

16. La qualità rimane la più importante delle qualità
Internet smaschera l’uniformità dei prodotti. Solo chi si distingue, chi è credibile e speciale conquista un pubblico nel lungo periodo. Le aspettative dell’utente sono aumentate. Il giornalismo deve soddisfarle e rimanere fedele ai propri principi, spesso formulati.

17. Tutti per tutti
Il web rappresenta una infrastruttura di scambio sociale superiore rispetto ai mass media del 20° secolo: in caso di dubbio, la “generazione wikipedia” sa valutare l’attendibilità di una fonte, sa identificare e ricercare, controllare e ponderare l’origine di una notizia, singolarmente o come parte di un gruppo. I giornalisti con un orgoglio di casta e privi della volontà di rispettare tali capacità non verranno presi sul serio da questi utenti. A ragione. Internet rende possibile comunicare direttamente con le persone che un tempo venivano chiamate lettore, spettatore o ascoltatore, e di sfruttare le loro conoscenze. Non è il giornalista saccente ad essere richiesto ma quello che comunica e pone delle domande.

Internet, 7 settembre 2009

[Traduzione dal tedesco di Stefania Gialdroni]


21 gennaio 2010

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