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Anche se ve lo hanno presentato come un lettore di eBook, l’iPad non serve a leggere libri elettronici. O meglio, non è il suo scopo principale. Anche perché il tablet di Apple, a lungo atteso, è piuttosto un computer portatile multifunzione, che coi suoi 499 dollari della versione base a 16 gb Wi-Fi (il prezzo italiano non è stato ancora ufficialmente comunicato) costa il doppio di “veri” eReader, come il Kindle di Amazon.
E poi, basta guardare la presentazione sul sito italiano di Apple: si parla di web, mail, video, foto, iPod, mappe, contatti etc, ma sugli ebook non ci sono accenni.
Però, il molto mediatizzato iPad potrebbe diventare uno strumento utile per la diffusione in generale degli eBook, dando una spinta a un mercato che se negli Stati uniti è ancora di nicchia, in Italia è praticamente invisibile.
ITALIA, EBOOK A QUOTA 0,04%
Qualche numero? Nella Penisola il settore dei libri elettronici, insieme a quello dei cosiddetti audiobook, rappresenta solo lo 0,04% del mercato editoriale, secondo i dati dell’Associazione degli editori. E fino a oggi, dice un distributore, sono stati venduti circa 20mila lettori di eBook, senza tenere conto del popolare Kindle.
Ma le previsioni indicano per il 2010 uno aumento nettissimo delle vendite, fino a 40mila-50mila apparecchi.
In America gli eReader – e in particolare quello di Amazon.com – sono stati i grandi protagonisti delle vendite natalizie, anche se il sito di vendite online non ha, come al solito, fornito numeri.
Secondo i dati forniti dall’Aie, Oltreoceano gli eBook rappresentano l’1,5% del mercato editoriale. Secondo l’International digital publishing forum (Idpf), i ricavi degli eBook negli Usa sono triplicati nel terzo trimestre del 2009, passando a 46,5 milioni dai 13,9 milioni di dollari dello stesso periodo del 2008. Una nicchia, insomma, che però appare sconfinata se raffrontata alle percentuali italiane.
Da noi, dove il Kindle si può ordinare soltanto dall’ottobre scorso, il mercato dei titoli eBook è comunque in crescita. Nei primi nove mesi del 2009, le vendite di libri elettronici sono salite del 61%, dicono i dati della Bruno editore, che recentemente ha annunciato di avere raggiunto la quota di un milione di eBook scaricati (in sette anni) dal proprio sito.
Ma l’impatto complessivo del settore sul mercato editoriale – che pure in Italia ha registrato l’aumento di mezzo milione di lettori in un anno, dice l’Aie – resta per il momento scarsissimo.
“Fino a oggi abbiamo venduto circa 20mila lettori di eBook di fascia consumer”, racconta Antonio Tombolini, capo di Simplicissimus, la società che distribuisce praticamente tutti gli eReader venduti in Italia, tranne i Kindle.
“Paragonare il mercato italiano a quello americano è però ridicolo, perché al momento in Italia non c’è mercato, non ci sono praticamente titoli da comprare, a parte quelli in inglese e i grandi classici… Invece mi dicono che negli Usa si vendono 500mila libri a settimana solo per il Kindle”.
“Per ora sembra che l’Aie, che poi sono gli editori dominanti, stia vivendo questo fenomeno degli eBook come qualcosa da cui difendersi”, aggiunge Tombolini.
Secondo l’esperto, uno dei principali motivi di preoccupazione degli editori è il rischio-pirateria, come succede ampiamente per il mercato discografico e quello cinematografico.
“Ma la pirateria c’era già prima degli eReader – avverte però Tombolini – quindi ci sarà anche in futuro”. Nel 2008, dice, sette dei dieci libri più venduti in Italia erano già disponibili in formato digitale su reti di P2P come eMule.
“Sarebbe interessante invece capire come agisce la pirateria, per puntare a un nuovo modello di business”, afferma Tombolini, secondo cui i download illegali sembrano in diversi casi “tirare” la vendita di libri.
GLI EDITORI OSSERVANO
“Ciò che sicuramente si capisce è che l’eBook è un mercato che in Italia tutti stanno monitorando, ma che resta di nicchia”, dice Cristina Mussinelli, che rappresenta l’Aie nel board dell’Idpf, organizzazione che si occupa del commercio e degli standard per l’editoria digitale.
“Zanichelli è stata tra le prime case editrici italiane a mettere titoli elettronici su Amazon. Poi c’è DeaStore, c’è eBooks Italia”, continua Mussinelli. “E l’editoria professionale rappresenta un segmento con un’offerta specifica per gli eBook”.
Ma l’esperta italiana non si espone a fare previsioni per l’andamento nel 2010: “Se lo sapessi giocherei al Superenalotto”, scherza. “Nel 2010 ci sarà sicuramente una crescita dell’offerta, ma è difficile fare cifre. Con l’arrivo del tablet di Apple il mercato potrebbe cambiare”.
“E poi, il problema, per gli editori, è che ci sono molti formati e molti tipi di apparecchi, il che richiede investimenti importanti in un mercato così piccolo”.
E’ uno dei motivi per cui l’Idpf sta puntando sullo sviluppo di uno standard unico, chiamato ePub, libero e basato su Xml, che può essere ottimizzato per ogni singolo tipo di apparecchio.
“Per il 2010, prevedo, in termini cautelativi, una vendita di 40-50mila pezzi”, azzarda invece Tombolini, un pioniere dell’eCommerce in Italia, fondatore del portale alimentare Esperya. “Senza tenere conto del Kindle e di Samsung”.
Oggi Simplicissimus vende eReader in una fascia di prezzo compresa tra i 249 e i 280 euro, dice Tombolini, che però prevede che nei prossimi mesi la forbice si trasformerà in 199-250 euro.
Mussinelli dice però che secondo alcune indagini realizzate dall’Aie presso i lettori, “il prezzo potrebbe influire poco” sulla decisione di comprare un eReader.
IPHONE DA LEGGERE?
Un mercato parallelo, e oggi nettamente più importante in termini di volume e valore a quello degli eBook reader, è quello dell’iPhone, lo smartphone di Apple, che nel suo Apps Store dispone anche di molti titoli di eBook compatibili con Kindle e altre marche di lettori.
“Il mercato per il quale ci sono più titoli è quello dell’iPhone, è più vasto, dà anche più libertà nel fissare il prezzo”, dice Mussinelli.
Nel negozio online di applicazioni per il cellulare con il logo della Mela si trovano editori italiani come Zanichelli, De Agostini, Vallardi, Garzanti.
Anche se Apple non indica ufficialmente dati sul numero di iPhone venduti in Italia, le cifre sono di almeno 20 volte superiori a quelle degli eReader: nell’estate 2009 la società di pubblicità mobile AbMob parlava di circa 490mila apparecchi. La società di ricerche di mercato Gartner indicava invece una cifra quasi doppia: 800mila pezzi.
Con uno schermo molto più piccolo di quello di un lettore di libri digitali, l’iPhone non è fatto però propriamente per leggere, se non testi brevi, magari mentre si è in pausa tra uno spostamento e l’altro.
Ecco perché per Tombolini l’iPhone rappresenta per la diffusione degli eBook un veicolo “molto importante dal punto di vista della comunicazione, abbastanza importante in termini di acquisto, quasi nullo in termini di lettura”.
Mentre per l’iPad, dice Tombolini, “credo che ci sia molto hype, anche troppo, che però si trasformerà in delusione sui contenuti”.








