Una band che da Oxford sceglie per nome Stornoway, vale a dire una delle località delle isole a nord della Scozia. Nella loro biografia si dice nel gruppo ci siano: un ornitologo, un traduttore arrugginito di russo e un ‘fratello’ sudafricano. Non so se sia una coincidenza che in questa località un po’ persa della Scozia sia nata la madre di Stuart Braithwaite, cantante dei Mogwai, e passare dal post-rock all’indie folk è dura, ma l’altra certezza è che la 4AD è una di quelle etichette come la Matador: di cui ci si può fidare quasi a scatola chiusa.
Il video di I Saw You Blink richiama di fatto le atmosfere dei testi e di musiche che sono state definite pastorali in un certo senso, il tutto insieme ad un’attenzione agli aspetti strumentali non indifferente. Se pensavate che l’approccio alla natura fosse tipico delle musicalità new age e d’atmosfera è arrivato il momento definitivo per cambiare idea. E gli Stornoway sono un ottimo punto da cui ripartire.
Esiste una parte di musica italiana che rimarrà sempre su correnti autonome e un po’ imperscrutabili, figlia di influenze d’altri tempi e di ritmiche invidiabili. I Nobraino fanno parte di questo mondo e riportano il cantautorato ad una nuova vita.
La giacca di Ernesto fa parte del loro terzo album, che lascia grandi spazi ai giochi di parole, alla parodia, ma anche all’attualità e all’idea di un nuovo orizzonte.
Devendra Banhart è un cantautore, è folk, è freak e molto altro tutto insieme. Da pochi giorni è partita la promozione del singolo Baby a confermare come nel tempo si sappia rivisitare e i mille riferimenti che compongono la sua poliedricità.
Ma sono dell’idea che vada conosciuto come artista per approcci a pezzi come Carmencita con la visione complessiva anche del magnifico video che è stato creato un paio d’anni fa con la collaborazione, fra l’altro, di Natalie Portman. Da notare inoltre l’approccio al mondo di Bollywood, che crea un’atmosfera stranissima unito al cantato in spagnolo e i sottotitoli in inglese.