di Giancarlo Castelli

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Suo zio Ghelanij assiste anche lui al pranzo, in mezzo ai lunghi lamenti, e non riesce ad articolare parola. Il nipote è stato torturato sotto i suoi occhi. Gli ufficiali gli gridavano: “Perché sei così grasso?” – Timur era alto quasi due metri, ed era effettivamente abbastanza robusto – e lo colpivano. Gli hanno spezzato le costole, fratturato il cranio, i polmoni, i testicoli, i reni, ridotto il fegato a brandelli. Alla fine gli hanno fatto delle iniezioni di gasolina – il cui maledetto odore aleggia ancora nella casa. (Anna Politkovskaja, brano da un articolo pubblicato dalla Novaja Gazeta su un’operazione militare russa nel villaggio di Avtury, Cecenia).

DONNE / Fatima Marghijeva, insegnante sud osseta e giornalista, è stata arrestata nella capitale Tskhinvali dalla polizia. A casa le hanno trovato un piccolo arsenale. Mitra, pistola e alcune granate. Fatima, che è un’attivista del “Partito popolare”, ha spiegato che quelle armi le aveva raccolte insieme al defunto marito perché “non si fida del potere”. In Ossezia del sud una o più armi, in casa, ce l’hanno praticamente tutti. Fatima è malata di cuore ed è stata trasferita nel locale carcere dove sono dislocati uomini, donne e minori. Ha già avuto un infarto e sta facendo lo sciopero della fame. Il Tribunale Supremo della sud Ossezia ha promesso che il suo caso verrà esaminato a breve. (www.novayagazeta.ru).

DONNE 2 / E’ la ministra per lo Sviluppo economico, Elvira Nabijullina, la “Donna di successo in Russia” per l’anno 2009. L’ambito riconoscimento, proposto ogni anno dall’Istituto per la politica e il business, tiene conto dei risultati pratici ottenuti, l’efficacia della propria azione (in tempi di crisi economica), la creatività, il carisma e l’autorità. Al secondo posto si è piazzata Elena Baturina, presidente della compagnia “Inteko” e moglie del sindaco “tutto d’un pezzo” di Mosca, Jurij Luzhkov. “Comunque vada il mercato, la sua posizione economica rimane sempre solida”. Baturina, considerata oggi la donna più ricca di Russia, titolare di grandi appalti edilizi, aveva iniziato la sua attività imprenditoriale vendendo spazzolini per pulire il water. (www.interfax.ru).

“CATTURATELO VIVO!” / Sarebbe stato individuato l’assassino di Natal’ja Estemirova, l’attivista dell’associazione per i diritti umani, “Memorial”, uccisa insieme al marito il 15 luglio scorso in Inguscezia da un commando di uomini rimasti sconosciuti. L’assassino avrebbe le ore contate, secondo una fonte del distretto federale di polizia che però non ne ha ancora diffuso l’identità. “Speriamo che lo prendano vivo – ha detto il capo di Memorial, Oleg Orlov – non ci vengano a raccontare che magari è stato ammazzato qualche settimana o qualche mese fa”. (www.interfax.ru).

CATTURATO MORTO / Il capo dell’Fsb (l’ex-Kgb), Alexandr Bortnikov ha confermato l’uccisione di Said Burjatskij, capo di un gruppo ribelle caucasico e sospettato di essere l’autore dell’attentato al treno “Nevskij Express” del 28 novembre 2009 in cui persero la vita 27 persone. Burjatskij, che in realtà si chiamava Alexandr Tikhomirov, è stato colpito a morte il 2 o 3 marzo in un’imboscata delle squadre speciali russe nel villaggio di Ekazhevo, in Inguscezia. Insieme a lui sono morti altri cinque miliziani e 15 sono stati arrestati. Tra i deceduti anche un collaboratore della Tesoreria russa, tale Kodzojev. (moskovskij komsomolets).

INFANZIA GRACILE / Soltanto il 21,4% dei bambini russi è assolutamente sano. Invece, ci sarebbe bisogno di cure ambulatoriali per il 58%, mentre il restante 20,6% è affetto da malattie croniche. Ne dà notizia la ministra per la Salute e lo Sviluppo sociale, Tat’jana Golikova secondo cui soltanto il 10,9% degli studenti fa sport. Il 26,8% dei bambini va a dormire troppo tardi. La ministra ha promesso che farà aumentare l’attività fisica in tutte le scuole della Russia. (argumenty i fakty).

IL COLPEVOLE? IL DEPUTATO La procura di Podmoskov’je sta cercando di ricostruire uno strano caso avvenuto in zona Zhdanovskoje nella regione di Mosca, dove un uomo con il volto coperto da una maschera e armato di pistola si è presentato a casa di un contadino tentando di aggredirlo. Il contadino, però, dopo un’iniziale zuffa, è riuscito a strappare l’arma dall’aggressore, a sparare un colpo e a ucciderlo all’istante. Quando la polizia è giunta sul posto ha scoperto che il morto era il 41enne Alexandr Novokshenov, direttore della fabbrica di ceramica “Karasevskij” e deputato al municipio di Ljuberetskij. Faceva anche l’assistente ad un parlamentare della Duma di Mosca, tale Romanovic. Oscuri i motivi dell’aggressione. (www.interfax.ru).

I PELI DEL CULO / A tutti i cittadini del distretto nord-caucasico potrebbe essere fatto obbligo, a breve, di rilevamento delle impronte digitali. A prescindere dall’aver commesso un crimine o meno. La proposta è venuta nientemeno che dal capo della Procura generale russa, Alexandr Bastrykin che vorrebbe aggiungere a questo anche l’esame del Dna. Per realizzare l’operazione, Bastrykin ha garantito a tutti gli investigatori operanti nella zona, la fornitura di armi da fuoco e auto blindate. (komsomol’skaja pravda).

IL GIORNO DEGLI EROI / In diverse città della Russia, tra il 28 febbraio e il 1 marzo, è stato celebrato il “Giorno degli eroi”, dedicato ai paracadutisti russi che operano in Cecenia e nelle altre zone del Caucaso. A celebrare gli eroi caduti e non (come il colonnello Jurij Budanov, accusato di aver violentato e strangolato una diciottenne cecena, Elsa Kungajeva), c’era l’arcipelago dell’ultradestra: dal Dpni, il movimento contro l’immigrazione illegale allo Slav’janskij Soyuz, l’unione slava che ha due SS camuffate nel simbolo, la Milizia popolare, i Parabellum, lo storico gruppo antisemita Pam’jat’, l’Unità nazionale russa di cui facevano parte i due accusati dell’omicidio di Natal’ja Estemirova. C’erano anche il cantante rock Hammer (da non confondere con il suo quasi omonimo americano Mc) mentre sul palco è salito il leader del Dpni, un certo Tor. Nonostante gli sforzi organizzativi, però, le manifestazioni sono state un flop totoale: a Tula sono state registrate 40 presenze, il top. Decisamente meno a Kirov dove hanno sfilato in 3. Deposti mazzi di fiori tra boschi di braccia tese. (Sova-center).

MACELLERIA MESSICANA / Sono stati condannati a pene che vanno dai 4 ai 7 anni di reclusione otto poliziotti di Blagoveshensk, nella repubblica di Bashkirija, per aver rastrellato, condotto in caserma e picchiato violentemente almeno 350 cittadini presi a caso in mezzo alla strada. L’operazione era stata decisa dopo che, nei giorni dal 10 al 13 dicembre del 2004, alcuni ubriachi della cittadina bashkira avevano aggredito un gruppo di poliziotti. Insoddisfatte, per le pene considerate lievi, le associazioni locali per i diritti umani che hanno paragonato il rastrellamento a una vera e propria “pulizia etnica” (in russo, rastrellamento si dice “zachistka” che ha una certa assonanza con “chistit” che vuol dire pulire o purgare). (moskovskij komsomolets).

BOLLETTINO NERO / Nel mese di febbraio 2010, in diverse città russe da Mosca a S.Pietroburgo, Barnaul, Irkutsk si sono verificate 26 aggressioni di stampo neonazista. Quattro delle vittime sono morte. Ne dà notizia l’associazione per i diritti umani “Sova-center”. Nel dettaglio, si segnalano l’omicidio di un giovane a Nizhnij Novgorod da parte di militanti neonazisti, l’aggressione ai danni di un ragazzo del Benin in un club notturno, il ferimento a coltellate di un giovane antifascista a Izhevsk, un raid a Mosca contro cittadini con lineamenti “non slavi” e l’esibizione di svastiche e saluti romani al concerto del gruppo tedesco Rammstein a S.Pietroburgo.

di Giancarlo Castelli

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Nemo me impune lacessit”: (motto scozzese usato da Edgar Allan Poe nella novella “La botte di Amontillado” dove Montresor, con una trappola, seppellisce vivo Fortunato che aveva osato offenderlo in pubblico anni prima).

NAZISTI, OMOSESSUALI, MASOCHISTI E EIACULATORI / Il concerto dei Rammstein a Minsk si farà ma tra le polemiche. L’esibizione del gruppo tedesco di “tanz metal”, prevista nella capitale bielorussa il 7 marzo prossimo non piace troppo al Consiglio sociale per la moralità che accusa la band, su cui aleggiano sinistre leggende – come quella secondo cui i terroristi della strage di Beslan ascoltassero proprio i Rammstein durante il massacro – di incitare alla violenza. Non solo. Anche al nazismo, all’omosessualità, al masochismo, praticate direttamente sul palco fino all’eiaculazione. Agli organizzatori dell’evento, il Palazzo della Repubblica, il presidente del Comitato ha chiesto almeno di concordare l’esibizione. (Interfax).

LIBERTA’ O RAPISCO IL MORTO / La moglie del defunto ex-presidente georgiano, Zvjad Gamsakhurdija, ha tentato di rapire la salma del consorte per costringere le autorità di Tbilisi a concedere la libertà a suo figlio Tsotne, in carcere per aver tentato di ammazzare il suo vicino di casa.
La donna, che si chiama Manana Archvadze, si è fatta aiutare nella sua impresa da alcuni ex-seguaci del marito. Al cimitero, però, ha trovato la polizia. Ne è nata una zuffa gigantesca e alla fine la donna ha desistito dal suo proposito. Gamsakhurdija, presidente della Georgia dal 1990 al 1992, era un critico e letterato. Venne deposto con un colpo di Stato perché accusato di essere un despota e sostituito dall’ex-gorbacioviano Shevardnadze. Il presidente letterato morì nel ’93, ufficialmente per suicidio. (Lenta).

L’ARMA DEL PROLETARIATO / La scorsa settimana è stato condannato a un anno di carcere Vsevolod Ostapov, studente di 20 anni, arrestato nell’aprile del 2008 con l’accusa di aver aggredito un poliziotto nella stazione della metro “Sokol’niki”.
Secondo la versione della polizia, il ragazzo, “Seva” per gli amici, stava bevendo birra insieme ad altri giovani sotto la metropolitana e, quando i poliziotti sono intervenuti, avrebbe spruzzato del gas con una bomboletta contro uno di loro. Secondo la testimonianza dell’agente, sulla bomboletta c’era scritto “Arma del proletariato”.
Diversa la versione dei fermati: la bomboletta era del poliziotto. I ragazzi hanno pure denunciato di essere stati pestati duramente dagli agenti una volta portati nella vicina stazione di polizia. Il giudice Irina Vyrysheva, però, ha creduto alla versione della polizia nonostante, secondo la difesa, “le evidenti contraddizioni nella ricostruzione dei fatti”. Il legale di “Seva”, Evghenij Chernousev, sostituto nella difesa dell’imputato di Stanislav Markelov, l’avvocato ucciso un anno fa in un agguato a Mosca, ha detto che si rivolgerà alla Corte di Strasburgo. Significativi due passaggi della lunga indagine: gli investigatori respinsero le testimonianze dei giovani “perché hanno opinioni antifasciste e comuniste” e poi tentarono di bloccare il procedimento perché “era impossibile stabilire l’identità degli agenti attivi nel presunto pestaggio”. (Gazeta).

SONDAGGIO: POLIZIA CORROTTA

Due terzi della popolazione russa non ama la polizia e quattro russi su cinque credono che le forze dell’ordine commettano atti violenti e illegali. Il 63% non esclude di poter subire, in futuro, ingiustizie da parte degli agenti di polizia. Lo dicono gli esperti del “Levada-Tsentra” che ha condotto il sondaggio. (Interfax).

I LUPI BIANCHI / Condanne fino a 25 anni di carcere sono stati chiesti dal tribunale di Mosca nei confronti dei componenti del gruppo neo-nazista russo dei “Lupi bianchi”, autori di numerose aggressioni e omicidi di stampo razzista. Sulla loro vicenda il canale Current tv aveva trasmesso un documentario dal titolo “Il patto dei lupi bianchi”. (Interfax).

AMICIZIA TRA POPOLI / Lo scorso 17 febbraio i presidenti di Russia e Abkhazia, Dmitrij Medvedev e Sergej Bagapsh, hanno stipulato alcuni accordi economici e militari nel nome dell’amicizia tra i due popoli. Tra i punti principali dell’intesa ci sono: la creazione di una base militare unificata in territorio abkhazo, l’istituzione di un corpo militare misto russo-abkhazo-sudosseto attivo sia in tempo di pace che in tempo di guerra, il rafforzamento della difesa marina con i sommergibili “Sobol” e “Mangust” nel porto abkhazo di Ochamchira, la collaborazione in campo tecnologico, ambientale e per fronteggiare l’immigrazione illegale. “Puntiamo, in questo modo, al riconoscimento internazionale dell’Abkhazia”, ha sorriso Medvedev. Riconoscimento che finora è giunto soltanto da Venezuela, Nicaragua e Isole Nauru. Oltre, ovviamente, dalla Russia. (Itar-Tass).

BOLLETTINO NERO / Barnaul, distretto dell’Altaj, 5 febbraio: aggrediti due sudcoreani, uno muore per i colpi ricevuti.
S.Pietroburgo, 18 febbraio: arrestati due giovani per l’omicidio di un clochard avvenuto lo scorso autunno.
S.Pietroburgo, 16 febbraio: aggressione ai danni di due uomini dall’aspetto asiatico.
Pokrove, regione di Vladimir, 6 febbraio: durante un corteo di giovani dell’ultradestra vengono picchiati due cittadini “non slavi”.
S.Pietroburgo, 18 febbraio: esplosione di un ordigno davanti al teatro Mikhailovskij prima dell’Opera “Judeika”.
S.Pietroburgo, arrestati tre componenti del gruppo “Nazional-socialismo, Forza bianca” con l’accusa di avere messo tre bombe nei pressi di abitazioni di altrettanti cittadini caucasici. Uno dei componenti è anche accusato di aver ucciso un ragazzo del Ghana lo scorso dicembre.

di Giancarlo Castelli

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L’omicidio della Estemirova è opera dello stesso che ha ucciso Politkovskaja e Litvinenko. Sono assolutamente convinto che l’autore è Berezovskij”.
(Ramzan Kadyrov, presidente “discusso” della Cecenia e uomo di Putin. Nemico mortale di Boris Berezovskij, l’oligarca russo in esilio a Londra, inviso al Cremlino e sospettato di foraggiare la resistenza dei ribelli ceceni. L’associazione “Memorial”, che accusò invece proprio Kadyrov di essere il mandante dell’assassinio della giornalista Natal’ja Estemirova e di suo marito, lo scorso luglio, venne per questo citata in giudizio dal presidente ceceno e condannata a rimborsarlo con 70mila rubli per calunnia, www.lenta.ru).

HACKERS ATTACK / Colpito dagli hackers il sito web della “Novaja gazeta”, il giornale d’opposizione dove scriveva i suoi editoriali Anna Politkovskaja. Dalla fine di gennaio e per quasi una settimana la versione on line della testata ha avuto l’accesso vietato ai suoi utenti a causa di milioni di attacchi informatici al secondo. La direzione della “Novaja gazeta” si è rivolta agli organi della polizia per l’apertura di un’inchiesta. (www.interfax.ru).

SS PER LA LIBERTA’ / Il governo estone ha definito “combattenti per la libertà” i “Fratelli del bosco”, organizzazione collaborazionista delle SS, premiandoli con un ordine al merito. Lo denuncia il movimento antifascista “Ronda notturna” che ha sottolineato come il conferimento avvenga proprio mentre l’Europa celebra il 65° anniversario della liberazione dal nazifascismo. (www.interfax.ru).

WHAT WE FEEL / La storica band hardcore russa “What We Feel” ha annunciato il suo scioglimento. Il complesso, pioniere della musica punk in Russia e noto per il suo impegno nel movimento antifascista, ha preso questa decisione dopo l’entrata in vigore della legge che vieta ogni espressione riconducibile al linguaggio dell’estremismo. “Una legge fatta più per contrastare l’opposizione che i gruppi neo-nazi e i terroristi. Abbiamo già ricevuto minacce dalla polizia in passato”. I musicisti continueranno comunque sia l’attività musicale in altri gruppi che il loro impegno politico. “Sometimes antisocial, always antifascist”, conclude il loro comunicato d’addio.

COME FINI / Ha osato criticare la politica economica anti-crisi di Putin e ora i parlamentari chiedono la sua testa. Lui è Sergej Mironov, presidente del Consiglio delle Federazioni, la Camera Alta della Federazione russa (l’altra è la Duma, la vera e propria Camera dei deputati). Leader del partito “Russia giusta”, frazione politica con qualche velleità di sinistra, Mironov, dopo la sua timida esternazione, è stato invitato a dimettersi da parte dei rappresentanti di “Russia unita”, il partito del premier Putin dei quali è alleato di governo. “E’ stato nominato presidente proprio dal nostro partito – dicono indignati i parlamentari di maggioranza – e adesso sputa nel piatto dove mangia”. In entrambe le Camere, “Russia unita” ha circa il 70% dei voti, “Russia giusta”, l’8%. (www.interfax.ru).

LE CASE ABUSIVE E LA LEOPARDA / Continua la demolizione delle villette abusive di Rechnik, il quartiere abusivo sorto nel parco della Moscova negli anni 50. Dopo un iniziale resistenza da parte degli abitanti, la polizia, presente in forze con i temibili Omon in tenuta anti-sommossa, sta continuando l’opera di demolizione. Gli “abusivi” contestano lo sgombero deciso dal sindaco Luzhkov, perché in questi anni hanno sempre pagato le tasse e le bollette. Dal municipio ribattono che quella zona diventerà verde pubblico anche se a poca distanza stanno già edificando un centro residenziale chiamato “L’isola della fantasia”. La situazione rimane sempre tesa, gli inquilini abusivi non vengono neppure fatti avvicinare alle loro abitazioni. In una di queste la polizia ha trovato un esemplare femmina di “leopardo del lontano Oriente”, specie in via di estinzione. Ne esistono al mondo soltanto altre 35. (www.izvestia.ru, novye izvestia).

ANTI-ABORTISTI / In Russia, grazie all’influenza sempre più forte della Chiesa ortodossa dalle parti del Cremlino, si è aperta la discussione sulla riforma della legge sull’aborto. Due sono i progetti di legge in discussione: il primo, in esame alla Duma, prevede una limitazione “soft” rivolta, in particolare, alla salute della donna. Il secondo viene discusso direttamente nel tempio di Cristo Salvatore nell’ambito del XVIII° Giornata delle letture educative genitoriali. Parlamentari come Elena Mizulina, presidente del Comitato parlamentare degli affari familiari, docenti dell’Università umanistica ortodossa, medici del centro civico ortodosso, “Vita”, eminenti rappresentanti del patriarcato di Mosca, propongono di limitare l’aborto soltanto in caso di rischio per la vita della donna, per violenza sessuale o incesto. Per tutti gli altri casi sarà ancora possibile ma soltanto a pagamento. “Questo è solo l’inizio – dice sconsolata il medico Ljubov Erofeeva dell’associazione “Popolazione e sviluppo” che si oppone al progetto – il prossimo passo sarà il divieto totale”. (gazeta).

PUTINIANO E PEDOFILO / Un parlamentare di “Russia unita”, il partito di Putin, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale ai danni di minori e possesso di materiale pedopornografico. Il deputato, eletto nella regione Primorje, nei pressi di S.Pietroburgo, farebbe parte di un gruppo di persone dedite alla pedofilia. Tra essi, secondo indiscrezioni, farebbero parte professionisti e alti “papaveri” di Mosca. L’uomo, che di mestiere fa l’insegnante di storia, ha ammesso la sua colpa e sta collaborando con gli investigatori. (www.daymohk.info, agenzia d’informazione dei ribelli ceceni).

BOLLETTINO NERO / Nel 2009, su tutto il territorio russo, sono state uccise 71 persone e 333 hanno subito ferite per motivi razziali, politici o d’intolleranza. In aumento gli omicidi a sfondo razzista, in particolar modo nei confronti dei centro-asiatici. Cifre in diminuzione, comunque, rispetto all’anno precedente quando i morti erano stati 109 e i feriti 486. (associazione per i diritti umani Sova-Center).


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