di Giancarlo Castelli
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C’è un confine nell’intesa umana e non lo varca ardore né passione se pure nel silenzio si fondono le labbra e il cuore si franga d’amore. Neppure l’amicizia può varcarlo né anni di alta e fiammeggiante gioia quando l’anima è libera ed aliena dal lento consumarsi del piacere. Chi vuole raggiungerlo è folle, se lo tocca è parola del rimpianto. Ora sai perché non senti più il mio cuore battere sotto la tua mano calda. (Anna Achmatova)
L’AGLIO ORSINO / Erano partiti l’11 febbraio scorso da un villaggio del distretto ceceno di Achkhoi. Martan per il bosco di Arshty alla raccolta di aglio orsino che cresce nelle pianure umide e fitte. La vendita della pianta aromatica permette ai giovani e meno giovani della regione di sostentare le famiglie. Nessuno li aveva avvertiti, però, che in quei boschi era in corso un’operazione antiterrorismo delle forze armate russe. Quattro di loro sono caduti nella neve con un buco in testa. Dokku Umarov, l’emiro del Caucaso che ha rivendicato le bombe alla metro di Mosca del 29 marzo scorso, ha citato l’eccidio del bosco come motivo per gli attentati. (ezhednevnij zhurnal)
ANDARSELE A CERCARE / Si svolgerà in Cecenia, Inguscezia e Daghestan il festival rock “Gloria alla Russia” allo scopo di “sostenere lo spirito patriottico”. La bella pensata è dell’imprenditore e musicista Andrei Kovalev, leader della band “Piligrim”. L’accordo per il concerto in Cecenia è stato raggiunto, per le altre due date è ancora in corso una trattativa. (Lenta.ru)
PORTOS / C’erano anche i militanti fascisti di Slavjanskij Soyuz (quelli col simbolo della svastica con le braccia lunghe) al meeting del 31 marzo organizzato dai gruppi filo-governativi “Giovane guardia” e “Russia giovane”, in solidarietà con le vittime degli attentati alle stazioni della metro “Lubjanka” e “Park Kultury”. In alcune fotografie si vedono i giovani rasati e muscolosi di Slavjanskij Soyuz con la fascia al braccio del servizio d’ordine. Tra questi sono stati riconosciuti due esponenti noti alle cronache come Vitalij Grishin e Vladimir Maximov, detto “Portos”. Il gruppo fascista, agli ordini di Dmitrij Demushkin, è da tempo sotto osservazione della procura di Mosca che accusa uno dei suoi militanti, Nikolaj Korolev, di essere l’autore dell’attentato al mercato multietnico di Cherkizov, recentemente chiuso dall’ineffabile sindaco di Mosca, Jurij Luzhkov. Nell’attentato, avvenuto nell’agosto 2006, persero la vita 14 persone. (novaya gazeta)
PORTACENERE / Non è piaciuta al Cremlino la pubblicità anti-tabacco che campeggia su grandi cartelloni in cui si vede un bambino in fasce a pancia in giù con una sigaretta spenta sulla schiena. L’immagine, sicuramente forte, ha fatto saltare sulla sedia Elena Zelinskaja, dirigente del comitato per la legislazione in campo pubblicitario della Camera pubblica (una specie di Minculpop in salsa putiniana) che ha chiesto l’immediata rimozione dei cartelloni. La campagna pubblicitaria prevede una seconda fase con l’immagine di una sigaretta che taglia le vene come un rasoio. (Lenta.ru)
GOR’KO! / Matrimonio in pompa magna per la 23enne Anastasja Virganskaja, rampolla dell’ultimo presidente Urss, Michail Gorbachev, andata in sposa a Dmitrij Zanghiev. Belli, giovani e ricchi (lei è caporedattrice del giornale di moda Trendspace, lui è pr di un’agenzia che distribuisce i marchi Louis Vuitton e Max Mara Fashion Group), hanno festeggiato in un noto ristorante a pochi passi dal teatro Bol’shoj, allestito personalmente da Gorbachev che ha anche alzato per primo il calice per augurare “Gor’ko!” ai due sposini. (komsomol’skaja pravda)
CORSO INTENSIVO D’INGLESE / Entro il 2014 gli abitanti di Sochi avranno l’obbligo di imparare l’inglese per accogliere le migliaia di sportivi e visitatori presenti alle Olimpiadi invernali che si terranno nella cittadina termale che si affaccia sul Mar Nero. Medici, infermieri, tassisti ma anche camerieri di bar e ristoranti avranno a disposizione corsi gratuiti offerti dall’amministrazione comunale. Nei negozi di dischi sarebbero andati già a ruba i cd con i corsi d’inglese. “E’ inutile affannarsi – ha detto un commesso – tanto se ne trovano molti altri gratis su Internet”. (komsomol’skaja pravda)
RITARDATA OVERDOSE / Si muore nelle caserme di tutto il mondo. E sempre in circostanze misteriose. Lo scorso marzo, nella cittadina di Mytischchi, presso la capitale Mosca, un giovane chiama il medico perché un suo amico gli è morto in casa. La polizia scopre che il giovane era tossicodipendente e stabilisce il decesso per overdose. Il proprietario dell’appartamento, tossicodipendente anche lui, viene portato al commissariato dove, poco prima di essere rilasciato, muore improvvisamente. La polizia dichiara anche per lui il decesso per overdose, avvenuto, però, oltre un’ora dopo l’assunzione della droga. (moskovskij komsomolets)
GIOVANE VIOLENTA / Due auto di lusso si affiancano all’incrocio tra le vie Velozavodskaja e Mashinostrojenia. Scoppia un litigio, una ragazza esce dall’auto e sferra due coltellate al petto del guidatore dell’altra. Poi, sfila le chiavi dal cruscotto, risale in macchina e fugge. La vittima è il figlio di un facoltoso businessman russo, Emil Kotljar. (argumenty i fakty)
PORCO ZIO / Il 19 marzo scorso a Mosca alcune decine di attivisti antifascisti russi hanno preso a sassate le automobili dei diplomatici italiani, parcheggiate fuori da una scuola per figli di ambasciatori, “in difesa degli antifascisti italiani vittime del governo Berlusconi”. L’azione, di modesta entità (come confermato dalla Farnesina), sarebbe stata, inoltre, un mezzo flop. Oltre ai danni molto limitati arrecati alle automobili, infatti, gli aggressori avrebbero anche sbagliato bersaglio perché la scuola è frequentata dai figli dei diplomatici delle ambasciate di tutto il mondo. Un comunicato di rivendicazione dell’azione è stato pubblicato anche sul sito russo di Indymedia. Oltre alle accuse fatte alla “politica anti-popolare di Berlusconi”, il documento, scritto in cirillico, apre con un italianissima bestemmia che somiglia parecchio a “Porco zio!”. (Indymedia.ru)
BOLLETTINO NERO / Gennaio 2010, a Vladivostok aggressione ai danni di un giovane kirghizo a colpi di coltello. Settembre 2009, a Roslavl, tre adolescenti picchiano duramente un 44enne per il suo look “emo”. Condannati tre attivisti del gruppo neonazista “Unità nazionale russa” per l’omicidio del cittadino uzbeko Gennadij Diu, avvenuto il 9 maggio 2009 nella regione Nizhegorodskij. Aperto il processo ad alcuni naziskin accusati di aver picchiato un gruppo di studenti tagiki a Naberezhnye Chelny nell’ottobre 2009. Un gruppo di passeggeri della metropolitana di Mosca ha aggredito una ragazza carcassa per il suo aspetto “non slavo”. E’ accaduto il 29 marzo scorso alla stazione metro “Kuntsevskaja”. Il 27 marzo scorso è stata ritrovata una bomba finta con una svastica disegnata alla stazione della metro “Sadovaja” di San Pietroburgo. Arrestati il 31 marzo scorso nella regione di Voronezh, cinque militanti del gruppo artistico “Il pane rubato”, accusati di attività “anarchico-satanista”. (Sova-center)
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Suo zio Ghelanij assiste anche lui al pranzo, in mezzo ai lunghi lamenti, e non riesce ad articolare parola. Il nipote è stato torturato sotto i suoi occhi. Gli ufficiali gli gridavano: “Perché sei così grasso?” – Timur era alto quasi due metri, ed era effettivamente abbastanza robusto – e lo colpivano. Gli hanno spezzato le costole, fratturato il cranio, i polmoni, i testicoli, i reni, ridotto il fegato a brandelli. Alla fine gli hanno fatto delle iniezioni di gasolina – il cui maledetto odore aleggia ancora nella casa. (Anna Politkovskaja, brano da un articolo pubblicato dalla Novaja Gazeta su un’operazione militare russa nel villaggio di Avtury, Cecenia).
DONNE / Fatima Marghijeva, insegnante sud osseta e giornalista, è stata arrestata nella capitale Tskhinvali dalla polizia. A casa le hanno trovato un piccolo arsenale. Mitra, pistola e alcune granate. Fatima, che è un’attivista del “Partito popolare”, ha spiegato che quelle armi le aveva raccolte insieme al defunto marito perché “non si fida del potere”. In Ossezia del sud una o più armi, in casa, ce l’hanno praticamente tutti. Fatima è malata di cuore ed è stata trasferita nel locale carcere dove sono dislocati uomini, donne e minori. Ha già avuto un infarto e sta facendo lo sciopero della fame. Il Tribunale Supremo della sud Ossezia ha promesso che il suo caso verrà esaminato a breve. (www.novayagazeta.ru).
DONNE 2 / E’ la ministra per lo Sviluppo economico, Elvira Nabijullina, la “Donna di successo in Russia” per l’anno 2009. L’ambito riconoscimento, proposto ogni anno dall’Istituto per la politica e il business, tiene conto dei risultati pratici ottenuti, l’efficacia della propria azione (in tempi di crisi economica), la creatività, il carisma e l’autorità. Al secondo posto si è piazzata Elena Baturina, presidente della compagnia “Inteko” e moglie del sindaco “tutto d’un pezzo” di Mosca, Jurij Luzhkov. “Comunque vada il mercato, la sua posizione economica rimane sempre solida”. Baturina, considerata oggi la donna più ricca di Russia, titolare di grandi appalti edilizi, aveva iniziato la sua attività imprenditoriale vendendo spazzolini per pulire il water. (www.interfax.ru).
“CATTURATELO VIVO!” / Sarebbe stato individuato l’assassino di Natal’ja Estemirova, l’attivista dell’associazione per i diritti umani, “Memorial”, uccisa insieme al marito il 15 luglio scorso in Inguscezia da un commando di uomini rimasti sconosciuti. L’assassino avrebbe le ore contate, secondo una fonte del distretto federale di polizia che però non ne ha ancora diffuso l’identità. “Speriamo che lo prendano vivo – ha detto il capo di Memorial, Oleg Orlov – non ci vengano a raccontare che magari è stato ammazzato qualche settimana o qualche mese fa”. (www.interfax.ru).
CATTURATO MORTO / Il capo dell’Fsb (l’ex-Kgb), Alexandr Bortnikov ha confermato l’uccisione di Said Burjatskij, capo di un gruppo ribelle caucasico e sospettato di essere l’autore dell’attentato al treno “Nevskij Express” del 28 novembre 2009 in cui persero la vita 27 persone. Burjatskij, che in realtà si chiamava Alexandr Tikhomirov, è stato colpito a morte il 2 o 3 marzo in un’imboscata delle squadre speciali russe nel villaggio di Ekazhevo, in Inguscezia. Insieme a lui sono morti altri cinque miliziani e 15 sono stati arrestati. Tra i deceduti anche un collaboratore della Tesoreria russa, tale Kodzojev. (moskovskij komsomolets).
INFANZIA GRACILE / Soltanto il 21,4% dei bambini russi è assolutamente sano. Invece, ci sarebbe bisogno di cure ambulatoriali per il 58%, mentre il restante 20,6% è affetto da malattie croniche. Ne dà notizia la ministra per la Salute e lo Sviluppo sociale, Tat’jana Golikova secondo cui soltanto il 10,9% degli studenti fa sport. Il 26,8% dei bambini va a dormire troppo tardi. La ministra ha promesso che farà aumentare l’attività fisica in tutte le scuole della Russia. (argumenty i fakty).
IL COLPEVOLE? IL DEPUTATO La procura di Podmoskov’je sta cercando di ricostruire uno strano caso avvenuto in zona Zhdanovskoje nella regione di Mosca, dove un uomo con il volto coperto da una maschera e armato di pistola si è presentato a casa di un contadino tentando di aggredirlo. Il contadino, però, dopo un’iniziale zuffa, è riuscito a strappare l’arma dall’aggressore, a sparare un colpo e a ucciderlo all’istante. Quando la polizia è giunta sul posto ha scoperto che il morto era il 41enne Alexandr Novokshenov, direttore della fabbrica di ceramica “Karasevskij” e deputato al municipio di Ljuberetskij. Faceva anche l’assistente ad un parlamentare della Duma di Mosca, tale Romanovic. Oscuri i motivi dell’aggressione. (www.interfax.ru).
I PELI DEL CULO / A tutti i cittadini del distretto nord-caucasico potrebbe essere fatto obbligo, a breve, di rilevamento delle impronte digitali. A prescindere dall’aver commesso un crimine o meno. La proposta è venuta nientemeno che dal capo della Procura generale russa, Alexandr Bastrykin che vorrebbe aggiungere a questo anche l’esame del Dna. Per realizzare l’operazione, Bastrykin ha garantito a tutti gli investigatori operanti nella zona, la fornitura di armi da fuoco e auto blindate. (komsomol’skaja pravda).
IL GIORNO DEGLI EROI / In diverse città della Russia, tra il 28 febbraio e il 1 marzo, è stato celebrato il “Giorno degli eroi”, dedicato ai paracadutisti russi che operano in Cecenia e nelle altre zone del Caucaso. A celebrare gli eroi caduti e non (come il colonnello Jurij Budanov, accusato di aver violentato e strangolato una diciottenne cecena, Elsa Kungajeva), c’era l’arcipelago dell’ultradestra: dal Dpni, il movimento contro l’immigrazione illegale allo Slav’janskij Soyuz, l’unione slava che ha due SS camuffate nel simbolo, la Milizia popolare, i Parabellum, lo storico gruppo antisemita Pam’jat’, l’Unità nazionale russa di cui facevano parte i due accusati dell’omicidio di Natal’ja Estemirova. C’erano anche il cantante rock Hammer (da non confondere con il suo quasi omonimo americano Mc) mentre sul palco è salito il leader del Dpni, un certo Tor. Nonostante gli sforzi organizzativi, però, le manifestazioni sono state un flop totoale: a Tula sono state registrate 40 presenze, il top. Decisamente meno a Kirov dove hanno sfilato in 3. Deposti mazzi di fiori tra boschi di braccia tese. (Sova-center).
MACELLERIA MESSICANA / Sono stati condannati a pene che vanno dai 4 ai 7 anni di reclusione otto poliziotti di Blagoveshensk, nella repubblica di Bashkirija, per aver rastrellato, condotto in caserma e picchiato violentemente almeno 350 cittadini presi a caso in mezzo alla strada. L’operazione era stata decisa dopo che, nei giorni dal 10 al 13 dicembre del 2004, alcuni ubriachi della cittadina bashkira avevano aggredito un gruppo di poliziotti. Insoddisfatte, per le pene considerate lievi, le associazioni locali per i diritti umani che hanno paragonato il rastrellamento a una vera e propria “pulizia etnica” (in russo, rastrellamento si dice “zachistka” che ha una certa assonanza con “chistit” che vuol dire pulire o purgare). (moskovskij komsomolets).
BOLLETTINO NERO / Nel mese di febbraio 2010, in diverse città russe da Mosca a S.Pietroburgo, Barnaul, Irkutsk si sono verificate 26 aggressioni di stampo neonazista. Quattro delle vittime sono morte. Ne dà notizia l’associazione per i diritti umani “Sova-center”. Nel dettaglio, si segnalano l’omicidio di un giovane a Nizhnij Novgorod da parte di militanti neonazisti, l’aggressione ai danni di un ragazzo del Benin in un club notturno, il ferimento a coltellate di un giovane antifascista a Izhevsk, un raid a Mosca contro cittadini con lineamenti “non slavi” e l’esibizione di svastiche e saluti romani al concerto del gruppo tedesco Rammstein a S.Pietroburgo.
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“Nemo me impune lacessit”: (motto scozzese usato da Edgar Allan Poe nella novella “La botte di Amontillado” dove Montresor, con una trappola, seppellisce vivo Fortunato che aveva osato offenderlo in pubblico anni prima).
NAZISTI, OMOSESSUALI, MASOCHISTI E EIACULATORI / Il concerto dei Rammstein a Minsk si farà ma tra le polemiche. L’esibizione del gruppo tedesco di “tanz metal”, prevista nella capitale bielorussa il 7 marzo prossimo non piace troppo al Consiglio sociale per la moralità che accusa la band, su cui aleggiano sinistre leggende – come quella secondo cui i terroristi della strage di Beslan ascoltassero proprio i Rammstein durante il massacro – di incitare alla violenza. Non solo. Anche al nazismo, all’omosessualità, al masochismo, praticate direttamente sul palco fino all’eiaculazione. Agli organizzatori dell’evento, il Palazzo della Repubblica, il presidente del Comitato ha chiesto almeno di concordare l’esibizione. (Interfax).
LIBERTA’ O RAPISCO IL MORTO / La moglie del defunto ex-presidente georgiano, Zvjad Gamsakhurdija, ha tentato di rapire la salma del consorte per costringere le autorità di Tbilisi a concedere la libertà a suo figlio Tsotne, in carcere per aver tentato di ammazzare il suo vicino di casa.
La donna, che si chiama Manana Archvadze, si è fatta aiutare nella sua impresa da alcuni ex-seguaci del marito. Al cimitero, però, ha trovato la polizia. Ne è nata una zuffa gigantesca e alla fine la donna ha desistito dal suo proposito. Gamsakhurdija, presidente della Georgia dal 1990 al 1992, era un critico e letterato. Venne deposto con un colpo di Stato perché accusato di essere un despota e sostituito dall’ex-gorbacioviano Shevardnadze. Il presidente letterato morì nel ’93, ufficialmente per suicidio. (Lenta).
L’ARMA DEL PROLETARIATO / La scorsa settimana è stato condannato a un anno di carcere Vsevolod Ostapov, studente di 20 anni, arrestato nell’aprile del 2008 con l’accusa di aver aggredito un poliziotto nella stazione della metro “Sokol’niki”.
Secondo la versione della polizia, il ragazzo, “Seva” per gli amici, stava bevendo birra insieme ad altri giovani sotto la metropolitana e, quando i poliziotti sono intervenuti, avrebbe spruzzato del gas con una bomboletta contro uno di loro. Secondo la testimonianza dell’agente, sulla bomboletta c’era scritto “Arma del proletariato”.
Diversa la versione dei fermati: la bomboletta era del poliziotto. I ragazzi hanno pure denunciato di essere stati pestati duramente dagli agenti una volta portati nella vicina stazione di polizia. Il giudice Irina Vyrysheva, però, ha creduto alla versione della polizia nonostante, secondo la difesa, “le evidenti contraddizioni nella ricostruzione dei fatti”. Il legale di “Seva”, Evghenij Chernousev, sostituto nella difesa dell’imputato di Stanislav Markelov, l’avvocato ucciso un anno fa in un agguato a Mosca, ha detto che si rivolgerà alla Corte di Strasburgo. Significativi due passaggi della lunga indagine: gli investigatori respinsero le testimonianze dei giovani “perché hanno opinioni antifasciste e comuniste” e poi tentarono di bloccare il procedimento perché “era impossibile stabilire l’identità degli agenti attivi nel presunto pestaggio”. (Gazeta).
SONDAGGIO: POLIZIA CORROTTA
Due terzi della popolazione russa non ama la polizia e quattro russi su cinque credono che le forze dell’ordine commettano atti violenti e illegali. Il 63% non esclude di poter subire, in futuro, ingiustizie da parte degli agenti di polizia. Lo dicono gli esperti del “Levada-Tsentra” che ha condotto il sondaggio. (Interfax).
I LUPI BIANCHI / Condanne fino a 25 anni di carcere sono stati chiesti dal tribunale di Mosca nei confronti dei componenti del gruppo neo-nazista russo dei “Lupi bianchi”, autori di numerose aggressioni e omicidi di stampo razzista. Sulla loro vicenda il canale Current tv aveva trasmesso un documentario dal titolo “Il patto dei lupi bianchi”. (Interfax).
AMICIZIA TRA POPOLI / Lo scorso 17 febbraio i presidenti di Russia e Abkhazia, Dmitrij Medvedev e Sergej Bagapsh, hanno stipulato alcuni accordi economici e militari nel nome dell’amicizia tra i due popoli. Tra i punti principali dell’intesa ci sono: la creazione di una base militare unificata in territorio abkhazo, l’istituzione di un corpo militare misto russo-abkhazo-sudosseto attivo sia in tempo di pace che in tempo di guerra, il rafforzamento della difesa marina con i sommergibili “Sobol” e “Mangust” nel porto abkhazo di Ochamchira, la collaborazione in campo tecnologico, ambientale e per fronteggiare l’immigrazione illegale. “Puntiamo, in questo modo, al riconoscimento internazionale dell’Abkhazia”, ha sorriso Medvedev. Riconoscimento che finora è giunto soltanto da Venezuela, Nicaragua e Isole Nauru. Oltre, ovviamente, dalla Russia. (Itar-Tass).
BOLLETTINO NERO / Barnaul, distretto dell’Altaj, 5 febbraio: aggrediti due sudcoreani, uno muore per i colpi ricevuti.
S.Pietroburgo, 18 febbraio: arrestati due giovani per l’omicidio di un clochard avvenuto lo scorso autunno.
S.Pietroburgo, 16 febbraio: aggressione ai danni di due uomini dall’aspetto asiatico.
Pokrove, regione di Vladimir, 6 febbraio: durante un corteo di giovani dell’ultradestra vengono picchiati due cittadini “non slavi”.
S.Pietroburgo, 18 febbraio: esplosione di un ordigno davanti al teatro Mikhailovskij prima dell’Opera “Judeika”.
S.Pietroburgo, arrestati tre componenti del gruppo “Nazional-socialismo, Forza bianca” con l’accusa di avere messo tre bombe nei pressi di abitazioni di altrettanti cittadini caucasici. Uno dei componenti è anche accusato di aver ucciso un ragazzo del Ghana lo scorso dicembre.