di Giancarlo Castelli

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IL PREZZO? DUE EURAZ / Si potrebbe chiamare euraz o eurazia la valuta dei paesi aderenti all’area EvrAzEC (in italiano, Comunità economica eurasiatica). Il progetto, ancora in fase embrionale, è stato proposto dal presidente del Kazakhstan, Nursultan Nazarbaev, al ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov e consiste in un’unità di valuta elettronica per il pagamento degli affari commerciali interni alla comunità. “Attendiamo però una maggiore stabilità del nostro sistema intereconomico prima di dare il via alla nuova divisa”, hanno detto i rappresentanti dei due paesi. Membri dell’EvrAzEC sono anche Bielorussia, Kirghizia e Tadzhikistan. Dal 2002 Moldavia e Ucraina fungono da osservatori esterni mentre l’Armenia ha già fatto richiesta di farne parte (komsomol’skaja pravda).

MEGLIO TARDI CHE MAI / Il Parlamento russo ha varato una legge per il risarcimento dei danni alle vittime del disastro di Chernobyl’. Il provvedimento fissa le quote per tutti coloro che hanno subito danni alle loro proprietà a causa dell’esplosione, le conseguenze sofferte per le radiazioni, le avarie all’unità produttiva Majak, l’inquinamento con materiale radioattivo del fiume Techa (pravda).

SCONFITTA RUSSIA UNITA! / Per l’effetto “uomo che morde il cane”, fa notizia la sconfitta a Murmansk del candidato sindaco di “Russia unita”, (lo stravincente partito di Putin) Mikhail Savtchenko, battuto dall’indipendente Sergej Subbotin. Di fronte ad una sconfitta secca, 60,75% al vincitore, 35,15% all’altro, “Russia unita” ha deciso di fare ricorso per presunte irregolarità a favore di Subbotin da parte della locale tv che lo ha sostenuto (komsomol’skaja pravda).

TOSSICI-CLOWN / Rapiti, picchiati, legati al palo in seminterrati gelidi o vestiti da clown e insultati: questo, secondo le accuse degli investigatori, accadeva nel centro di riabilitazione per tossicodipendenti “Delfino” nella città di Krasnokamsk, nella regione di Perm’. Agli occhi degli Omon (i temibili agenti antisommossa russi), al momento dell’irruzione nel lager, sono apparse immagini dell’orrore: una giovane legata a un palo, livida e vestita da clown (in punizione per aver trasgredito agli ordini), ragazzi ammanettati, sangue sui muri, strumenti per l’elettroshock. “Come ex-tossicodipendenti so come si trattano queste persone – ha detto il direttore del centro, Aleksandr Sheromov, pregiudicato per furto e spaccio di stupefacenti – tutti i metodi sono utili meno le medicine”. Per lo speciale trattamento, alle famiglie venivano chiesti contributi dai 5 ai 7mila rubli al mese. (komsomol’skaja pravda).

LA TRANQUILLA PASSEGGIATA DELLE WAFFEN-SS / Come ogni anno, a Riga, capitale della Lettonia, si è tenuta la commemorazione delle “Waffen-Ss” da parte di un gruppo di nostalgici del Fuhrer che fu. Vicino al monumento della Libertà, gruppetti di due-tre persone si sono recate a deporre fiori in onore delle camicie brune mentre poco lontano un centinaio di oppositori gridava “fascisti”, sventolando la bandiera rossa dell’Unione sovietica. La polizia lettone ha fermato due antifascisti e una deputata del partito “Per i diritti dell’uomo e per la Lettonia unita”, Tatjana Zhdanok. In Russia, intanto, il senatore Rustem Shijanov ha proposto l’inasprimento delle pene per chi circola o propagandi simboli nazisti con pene pecuniarie fino a 300mila rubli o l’arresto in case di correzione fino a 3 anni (interfax, moskovskij komsomolets).

IL SINDACO DI SOCHI / La cittadina che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2014 avrà un nuovo sindaco (elezioni il prossimo 26 aprile). Nella cittadina termale (sic!), con le montagne alle spalle, situata ad appena 50 km dal confine “caldo” dell’Abkhazia, stanno facendo a gara per la presentazione dei candidati a primo cittadino che gestirà l’importante evento (per il quale già l’impresa italiana Ansaldo si è aggiudicata una commessa per il trasporto ferroviario): l’ultimo arrivato, ma non per importanza, è l’imprenditore Aleksandr Lebedev, noto multimiliardario, che sfiderà, nell’ordine, il potente oppositore del Cremlino, Boris Nemtsov, il pensionato Sergej Bernasovskij, il direttore generale della compagnia aerea, Nikolaj Kuznetsov, il comunista Jurij Dzaganij e persino il liberal-democratico Andrei Lugovoj, già indagato per la morte dell’ex-Kgb Aleksandr Litvinenko. (itar-tass).

di Giancarlo Castelli

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GRANDE FRATELLO TOSSICO / Nella città russa di Kurgan, antica città siberiana, l’amministrazione locale ha deciso di installare telecamere all’interno delle farmacie per segnalare i tossicodipendenti che vi si recano ad acquistare farmaci stupefacenti. Oltre ad evitare il classico, in versione russa, “due e una dottò, poi je porto i soldi”, urlato spesso a squarciagola negli anni ‘70 per evitare la fila, i “narkomani” di oggi dovranno anche stare attenti ad acquistare i preparati medicinali prescritti da qualche medico compiacente (interfax).

RETATA ANTIFASCISTA / Vanno al concerto di un gruppo hard core Usa e vengono arrestati almeno in 400. E’ accaduto a Mosca la scorsa settimana quando al club Plan B, vicino alla stazione metro Novoslobodskaja, dove si dovevano esibire gli Strike Anywhere, gruppo americano, noto per i suoi testi antifascisti. Ad attendere i fans c’erano 100 poliziotti, venti auto della polizia, autobus e i temuti Omon in assetto antisommossa (novaya gazeta).

AREA DI PARCHEGGIO / Il governo russo sta studiando un progetto di legge per allungare il periodo scolastico ed evitare così l’aumento del numero dei disoccupati. La proposta è del primo viceministro Igor Shuvalov che ha proposto di stanziare 21 miliardi di rubli per finanziare l’obbligo scolastico per farlo salire così a 12 anni. In tempi di crisi economica, fanno sapere dal governo, è necessario contrastare la disoccupazione di massa. Soltanto nei mesi scorsi, il governo aveva deciso di limitare il finanziamento pubblico alla scuola e all’università per evitare la svalutazione del diploma di massa (kommersant).

GOSSIP / Non un omicidio politico ma una questione di cuore: questa la versione ipotizzata da un noto giornalista delle Izvestia, Vladimir Perekrest, in merito alla morte dell’avvocato Stanislav Markelov e della giovane giornalista Anastasja Baburova, ammazzati da un killer il 19 gennaio scorso a Mosca. Entrambi si occupavano del caso Budanov. Secondo la “firma” delle Izvestia, i due, entrambi sposati, avevano cementato la loro amicizia durante un viaggio a Malmoe, in Svezia, in occasione di un social forum. Partiti insieme a giovani anarchici e antifascisti (dei quali condividevano l’impegno politico) avrebbero coltivato una liaison sentimentale. Se fosse vera l’ipotesi, i due potrebbero essere stati uccisi, magari, per gelosia. Molte le risposte indignate di giornalisti e non all’articolo di Perekrest (izvestia).

UNDERGROUND SOVIETICO ANNI 80 / Si aprirà il 27 marzo prossimo, presso una sala del museo “Manezh” di Mosca, la mostra di fotografia “Khuligany ‘80″ sulle esperienze underground a Mosca e dintorni a cavallo degli anni 80. Circa 300 fotografie estratte da archivi privati, istantanee scattate da dilettanti e professionisti per immortalare stili e look che, persino nella monolitica Urss, stavano impercettibilmente cambiando (interfax).

MOSCA BALCANIZZATA/ L’iniziativa è del famigerato procuratore capo di Mosca, Jurij Chajka: stilare la mappatura delle tensioni etniche a Mosca che quest’anno sono aumentate del 24,1% rispetto al 2008. Assalti, omicidi ai danni di lavoratori stranieri che hanno costretto la procura e l’amministrazione locale a creare un Comitato di studio ad hoc. Ne esce che le zone della città a maggior rischio si trovano a sud e a sud ovest e che l’attuale crisi economica ha un po’ moltiplicato il tutto. Gravi casi di xenofobia sono frequenti anche tra gli studenti tanto che lo stesso Comitato ha proposto agli istituti scolastici la creazione di associazioni interetniche per favorire l’integrazione. Un’altra misura è quella di aumentare la presenza di polizia nelle scuole (interfax).

di Giancarlo Castelli

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ESTORSIONE E ASSOLUZIONE / Accuse a Berezovskij in cambio della libertà: il patto scellerato sarebbe stato proposto, dagli inquirenti, a Sergej Khadzhikurbanov, l’ex-operativo della forza di pace in Cecenia, sotto processo per l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. E’ stato lo stesso imputato a denunciare l’oscura trama contro il magnate russo, esule a Londra, nemico numero1 del Cremlino. Intanto, contro Khadzhikurbanov è stata formulata l’accusa di estorsione ai danni dell’imprenditore Dmitrij Pavljuchenkov, per l’ammontare di 350mila dollari. “E’ un pretesto per continuare a tenere dentro il nostro cliente, visto che per l’omicidio sarà certamente assolto”, dicono i legali dell’accusato (novye izvestia, quotidiano di proprietà di Berezovskij).

MALEDETTI E SUBITO / Due terzi della popolazione russa accetterebbe uno stipendio “in nero”. Nel pieno della crisi economica, che ha colpito pure il regno di Putin, il 60% dei russi, in particolare i giovani, di fronte all’incubo-disoccupazione preferisce un salario in nero, maledetto e subito. Secondo il sondaggio, condotto dal sito superjob.ru, le donne risultano più disposte a questa soluzione “perché devono portare avanti una famiglia” (www.vedomosti.ru).

IL DIVANO DI PELLE / Il sangue ritrovato su un divano di pelle appartiene o no al divino Alexander Pushkin? Il prezioso reperto, donato all’Ermitage nel 1937 dagli ultimi proprietari, la famiglia Filosofov, era stato dimenticato per anni nel sottosuolo del museo. Attribuito da sempre a Pushkin, il divano recava ancora visibili alcune macchie di sangue che si riteneva fossero dovute al duello mortale che lo scrittore ingaggiò sul Ruscello nero, a Pietroburgo, con un rivale in amore. Il dubbio che un gruppo di esperti dovrà sciogliere, però, è se il divano su cui Pushkin rimase due giorni in agonia prima di morire si trovasse nella biblioteca, perché invece quello lasciato per decenni nel sottoscala contiene due cassetti per il pigiama, mobile tipico da camera da letto. (moskovskij komsomolets).

LA FUGA DI GLUKHOV / Aleksandr Glukhov ha incontrato sua madre. O forse no. La vicenda del sergente dell’esercito russo di stanza in Ossezia del sud e fuggito in territorio georgiano il 27 gennaio scorso non è stata ancora chiarita. Oltre alle versioni opposte della Russia e della Georgia se si tratti di vera fuga, anche sull’incontro che sarebbe avvenuto tra Galina Glukhova e suo figlio i pareri sono discordanti. Secondo i georgiani, i russi avrebbero proposto come sede dell’incontro il villaggio di Ergneti, nel cuore della zona di guerra o nella capitale sud-osseta Tskhinvali. Intanto, il giovane sottufficiale, che sarebbe fuggito per le condizioni di cattivo servizio dell’esercito russo, sarebbe stato mostrato felice dalla televisione georgiana, seduto al tavolo di un McDonald’s(www.polit.ru).

IL POETA DELLA LUBJANKA / Pochi sanno che Jurij Andropov, segretario del Pcus dall’82 all’84, fosse un poeta. Andropov, già a capo del Kgb, venne considerato il pioniere delle prime, timide aperture politiche, sociali ed economiche in Urss, attuate poi da Gorbaciov. Tentò di rilanciare la produzione industriale, introdusse alcuni elementi di concorrenza economica, aprì ad una certa letteratura dissidente, affrontò la questione abkhazo-georgiana riconoscendo l’autonomia linguistica della regione. Diceva: “Il nemico non è l’imperialismo americano ma la povertà dei nostri concittadini”. Scrisse poesie sul letto d’ospedale dove sulle sue cartelle cliniche c’era scritto che soffriva di diabete, ipertonia, aritmia cardiaca, infarto, aterosclerosi, colite, artrite, psoriasi, gotta e insufficienza renale. Scriveva: “Si possa ridere del poeta- si possa invidiare due volte- perché io scrivo sonetti -a me e non a una donna”. (argumenty i fakty).

REINE DE NAPLES / E’ costato il licenziamento del caporedattore del Kommersant, autorevole quotidiano economico di Gazprom, aver pubblicato una foto della first-lady russa, Svetlana Medvedeva con indosso un orologio “Reine de Naples” del valore di 30mila dollari. La fotografia, apparsa sul Kommersant, era in bianco e nero e soltanto il particolare dell’orologio era colorato. La cosa non è piaciuta al Cremlino, tanto più in tempi di crisi economica. Così il giornalista, accusato apertamente di aver compiuto un grave errore politico, è stato subito messo alla porta. (www.polit.ru).


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