Prestiti per liquidità: come avere a disposizione dei fondi sul conto corrente

Nella vita capita di avere periodi in cui le spese superano le entrate, cosa che spesso ci porta a rinunciare a qualcosa che consideriamo superfluo, quando invece non lo è. Si pensi ad esempio alle vacanze, o alle gite fuori porta, che a volte una bolletta molto alta o la necessità di acquistare dei dispositivi elettronici per i ragazzi, o un nuovo elettrodomestico, ci spingono a rimandare fino a data da destinarsi.

Chi ha meno di 70 anni e introiti dimostrabili può chiedere in questi casi un prestito personale. Attraverso un prestito personale potrai far fronte ad una spesa improvvisa, senza dover rinunciare a nulla e saldando il tuo debito in piccole rate mensili.

Come si richiede un prestito personale

Si tratta di un finanziamento non finalizzato proposto dalle banche e dalle finanziarie che si occupano di prestiti al consumo. Per poterlo ottenere è necessario poter dimostrare un reddito, ad esempio tramite la presentazione del CUD o del modello unico. Le entrate possono derivare da una pensione, da lavoro dipendente o anche da lavoro autonomo. L’importante è avere una situazione creditizia affidabile, in caso contrario si potrà ricorrere all’ausilio da parte di un garante, che può essere un genitore o anche il datore di lavoro. Oggi numerose banche permettono di richiedere un prestito personale online, compilando dei moduli in cui si inseriscono i dati anagrafici del richiedente e la tipologia di lavoro che sta svolgendo.

Una copia digitale del CUD o di un documento simile è sempre importante, perché consente di dimostrare di avere a disposizione un’entrata periodica. È bene ricordare che chi ha un contratto di lavoro a tempo determinato potrebbe dover far terminare il periodo di ammortamento al giorno del termine del contratto stesso.

Le offerte delle banche

Stiamo parlando di un finanziamento, che è per le banche una vera e propria offerta commerciale. Non è quindi possibile indicare il tasso di interesse medio richiesto oggi, o le condizioni contrattuali più diffuse, perché questo tipo di proposte si modificano con il passare del tempo. Per altro i tassi di interesse sui prestiti personali variano anche al variare del rischio corso dalla banca, così come all’aumentare del periodo di ammortamento. Quest’ultimo arriva solitamente ad un massimo di 10 anni, ma ci sono istituti di credito che fissano tale termine entro i 5 o i 7 anni. La cifra massima richiedibile è anch’essa variabile, a seconda della banca presso cui ci si rivolge per chiedere il prestito; in genere è intorno ai 50.000 euro.

Il tasso di interesse è comunque fisso per l’intero periodo di ammortamento, anche se alcune banche permettono di modificare periodicamente le rate, ad esempio dopo aver saldato le prime 12 o 24 rate; in tale occasione si può aumentare o diminuire il periodo di ammortamento, con ovvia modifica anche del peso delle rate e del tasso di interesse. Ci sono banche che permettono ai clienti di saltare una rata all’anno, prolungando ovviamente il periodo di ammortamento.