Quanto guadagna un broker assicurativo?

La figura del broker assicurativo è relativamente vecchia, esiste da qualche decennio, ma in Italia non è così apprezzata, si preferisce ancora affidarsi alle compagnie assicurative monobrand che possono soluzioni e polizze specifiche sulle proprie linee aziendali.

Il broker, invece, non essendo legato a nessun brand, marchio o compagnia specifica, ha una capacità di movimento maggiore e la possibilità di creare contratti e polizze personalizzate potendo scegliere e abbinare soluzioni diverse da compagnie diverse.

Da dove guadagna il broker assicurativo?

Mentre le compagnie hanno come fonte di sostentamento il premio che solitamente l’assicurato paga, la figura del broker assicurativo lavora prevalentemente a percentuale sul totale delle polizze vendute.

Le percentuali sono variabili, ma in media un professionista riesce a percepire una quota del 20% sul valore del premio sottoscritto nel contratto di assicurazione.

Si capisce bene come per potersi creare una rendita redditizzia le strade che un broker può percorrere sono essenzialmente due: far sottoscrivere polizze di un certo valore economico oppure ampliare il proprio portafoglio di clienti.

La prima, se vogliamo vedere, è forse la strada più controversa in quanto chi si affida al lavoro di un broker assicurativo, lo fa per sottoscrivere coperture assicurative specifiche senza opzioni e balzelli inutili, per questo l’incremento economico può risultare un’arma a doppio taglio.

Ampliare il numero di clienti serviti e soddisfatti è invece la strada più praticabile, non solo per quanto riguarda la quantità di nuovi contratti sottoscritti, ma soprattutto andando a fidelizzare costantemente nel tempo i clienti già acquisiti per creare un margine redditizzio e duraturo nel tempo.

Per fare questo il broker assicurativo deve lavorare veramente bene per soddisfare pienamente e anche oltre, le aspettative di ogni cliente, solo in questo modo si riduce il rischio di fuga verso altre compagnie o concorrenti.

Tutto quello detto sino ad ora riguarda la figura del broker che opera come libero professionista, ci sono poi persone che fanno parte di agenzie e studi, sono semplici dipendenti con una base a stipendio fisso e una quota variabile basata sulle provvigioni, lavorano allo stesso modo, ma con una sicurezza più elevata per quanto riguarda le entrate.

Chi vuole intraprendere la carriera in questo settore, scegliendo questa professione, deve quindi avere chiaro quale sia il percorso che vuole seguire, quali sono le cifre in ballo e come quali siano i canali per aumentare, migliorare e rendere costanti i propri guadagni.

L’importante è di non basare il proprio lavoro, solo esclusivamente sulla quantità, tralasciando in parte la qualità, questo può risultare ottimo a breve termine, ma con il tempo, si può ripercuotere sul broker stesso, che si può ritrovare a una contrazione del numero dei clienti e, peggio ancora, a scatenare un passaparola negativo che può portare a conseguenze importanti.

È quindi necessario avere un’etica ben precisa, curata e rispettosa verso i propri clienti.