Scopriamo le Marche: Mercatello sul Metauro

Il nome di Mercatello sul Metauro è evidentemente legato a quello di Santa Veronica, che nacqua proprio qui e che fu celebre per aver lasciato, dopo la morte, un diario composto da più di 20mila pagine manoscritte, per un totale di poco meno di 40 volumi, prive di punteggiatura.

La causa di beatificazione per Veronica fu avviata dopo che gli scritti furono stati sottoposti a un lungo e approfondito esame, e iniziarono con Pio VI, nella primavera del 1796: la beatificazione fu concessa da Pio VII otto anni più tardi, mentre la canonizzazione giunse con Gregorio XVI nel 1839. Nel 1978 è stato fondato anche il Centro Studi Veronica Giuliani.

Al di là della devozione religiosa, però, Mercatello sul Metauro ha molto altro da offrire ai turisti: non solo perché è bandiera arancione delle Marche, ma anche perché propone diversi eventi nel corso dell’anno, il più atteso dei quali è forse il Palio del Somaro, che viene organizzato nella prima metà del mese di luglio.

Non si può fare a meno di notare che il territorio è in prevalenza montano, e ciò incide sullo sviluppo economico del posto, caratterizzato dallo svolgimento di attività agricole che ereditano una tradizione mezzadrile molto antica. Merita di essere menzionata la coltura del bosco ceduo, ma a colpire sono soprattutto le case coloniche, che risultano inserite alla perfezione nel contesto ambientale di cui fanno parte, non solo per la loro ubicazione ma anche e soprattutto per i materiali con le quali sono realizzate. A questo proposito, sono estremamente suggestivi il nucleo di Sant’Andrea in Corona e quello di Castello della Pieve.

Che cosa c’è da vedere a Mercatello sul Metauro

Non mancano certo i monumenti a Mercatello sul Metauro, che può essere inserita tra le località da visitare dagli appassionati di arte e architettura: nella Chiesa di Santa Maria al Metauro, per esempio, è ospitato un affresco della Madonna col Bambino del bolognese Simone dei Crocifissi.

Anche chi non si intende di architettura, d’altro canto, ha modo di apprezzare il centro storico e il suo tessuto urbanistico, che mantiene il proprio aspetto medievale quasi inalterato rispetto a come doveva apparire diversi secoli fa, al di là dell’intervento operato nel XIX secolo con lo scopo di ricavare lo spazio in cui è stata realizzata Piazza Garibaldi.

Guardando a destra e a sinistra, si può dare un’occhiata alla Pieve Collegiata, al Palazzo Gasparini e al Palazzo comunale, che risale alla seconda metà dell’Ottocento.

Fonte: www.goodmarche.com