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ESTORSIONE E ASSOLUZIONE / Accuse a Berezovskij in cambio della libertà: il patto scellerato sarebbe stato proposto, dagli inquirenti, a Sergej Khadzhikurbanov, l’ex-operativo della forza di pace in Cecenia, sotto processo per l’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja. E’ stato lo stesso imputato a denunciare l’oscura trama contro il magnate russo, esule a Londra, nemico numero1 del Cremlino. Intanto, contro Khadzhikurbanov è stata formulata l’accusa di estorsione ai danni dell’imprenditore Dmitrij Pavljuchenkov, per l’ammontare di 350mila dollari. “E’ un pretesto per continuare a tenere dentro il nostro cliente, visto che per l’omicidio sarà certamente assolto”, dicono i legali dell’accusato (novye izvestia, quotidiano di proprietà di Berezovskij).
MALEDETTI E SUBITO / Due terzi della popolazione russa accetterebbe uno stipendio “in nero”. Nel pieno della crisi economica, che ha colpito pure il regno di Putin, il 60% dei russi, in particolare i giovani, di fronte all’incubo-disoccupazione preferisce un salario in nero, maledetto e subito. Secondo il sondaggio, condotto dal sito superjob.ru, le donne risultano più disposte a questa soluzione “perché devono portare avanti una famiglia” (www.vedomosti.ru).
IL DIVANO DI PELLE / Il sangue ritrovato su un divano di pelle appartiene o no al divino Alexander Pushkin? Il prezioso reperto, donato all’Ermitage nel 1937 dagli ultimi proprietari, la famiglia Filosofov, era stato dimenticato per anni nel sottosuolo del museo. Attribuito da sempre a Pushkin, il divano recava ancora visibili alcune macchie di sangue che si riteneva fossero dovute al duello mortale che lo scrittore ingaggiò sul Ruscello nero, a Pietroburgo, con un rivale in amore. Il dubbio che un gruppo di esperti dovrà sciogliere, però, è se il divano su cui Pushkin rimase due giorni in agonia prima di morire si trovasse nella biblioteca, perché invece quello lasciato per decenni nel sottoscala contiene due cassetti per il pigiama, mobile tipico da camera da letto. (moskovskij komsomolets).
LA FUGA DI GLUKHOV / Aleksandr Glukhov ha incontrato sua madre. O forse no. La vicenda del sergente dell’esercito russo di stanza in Ossezia del sud e fuggito in territorio georgiano il 27 gennaio scorso non è stata ancora chiarita. Oltre alle versioni opposte della Russia e della Georgia se si tratti di vera fuga, anche sull’incontro che sarebbe avvenuto tra Galina Glukhova e suo figlio i pareri sono discordanti. Secondo i georgiani, i russi avrebbero proposto come sede dell’incontro il villaggio di Ergneti, nel cuore della zona di guerra o nella capitale sud-osseta Tskhinvali. Intanto, il giovane sottufficiale, che sarebbe fuggito per le condizioni di cattivo servizio dell’esercito russo, sarebbe stato mostrato felice dalla televisione georgiana, seduto al tavolo di un McDonald’s(www.polit.ru).
IL POETA DELLA LUBJANKA / Pochi sanno che Jurij Andropov, segretario del Pcus dall’82 all’84, fosse un poeta. Andropov, già a capo del Kgb, venne considerato il pioniere delle prime, timide aperture politiche, sociali ed economiche in Urss, attuate poi da Gorbaciov. Tentò di rilanciare la produzione industriale, introdusse alcuni elementi di concorrenza economica, aprì ad una certa letteratura dissidente, affrontò la questione abkhazo-georgiana riconoscendo l’autonomia linguistica della regione. Diceva: “Il nemico non è l’imperialismo americano ma la povertà dei nostri concittadini”. Scrisse poesie sul letto d’ospedale dove sulle sue cartelle cliniche c’era scritto che soffriva di diabete, ipertonia, aritmia cardiaca, infarto, aterosclerosi, colite, artrite, psoriasi, gotta e insufficienza renale. Scriveva: “Si possa ridere del poeta- si possa invidiare due volte- perché io scrivo sonetti -a me e non a una donna”. (argumenty i fakty).
REINE DE NAPLES / E’ costato il licenziamento del caporedattore del Kommersant, autorevole quotidiano economico di Gazprom, aver pubblicato una foto della first-lady russa, Svetlana Medvedeva con indosso un orologio “Reine de Naples” del valore di 30mila dollari. La fotografia, apparsa sul Kommersant, era in bianco e nero e soltanto il particolare dell’orologio era colorato. La cosa non è piaciuta al Cremlino, tanto più in tempi di crisi economica. Così il giornalista, accusato apertamente di aver compiuto un grave errore politico, è stato subito messo alla porta. (www.polit.ru).








