di Rassegna Stanca
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LE PORCATE DEL PORCELLUM / “Sciacallo in questo momento è chi specula sui morti, sugli sfollati e sulla tragedia dell’Abruzzo per ottenere un incostituzionale accorpamento di un referendum abrogativo con un’elezione a suffragio universale diretto”.
Il sempliciotto ministro della semplificazione Roberto Calderoli argomenta così, sulla Padania, il niet all’election day. “E’ una truffa costituzionale – prosegue Calderoli – per garantire così il quorum di un referendum che porterebbe ad una legge elettorale che probabilmente si è vista soltanto nel Cile e che fa apparire la tanto denigrata legge Acerbo del Ventennio come un esercizio di democrazia. Una legge come questa, che consentirebbe ad una lista di maggioranza relativa, paradossalmente anche soltanto con il 10% dei consensi, di ottenere fino al 55% dei seggi, è infatti una cosa che non si è vista neppure nel Ventennio”.
Alcune domande facili facili per Calderoli. Il ministro della semplificazione non deve semplificare? Chi ha scritto il porcellum? Lo sa che il premio di maggioranza del porcellum – non previsto da nessun’altra nazione europea – era già apparso in due leggi elettorali italiane del passato: la legge Acerbo del 1923 e la legge truffa del 1953?
[laranastanca@gmail.com]
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PANINI FRITTI, RIFRITTI E FRITTELLA / Per chi si è perso gli ultimi cento panini del Tg1 (e ha intenzione di perdersi anche i prossimi cento) ecco il superbo commento fotocopia che il giornale di Gianni Riotta manda in onda tutte le sante sere alle 20 in punto: la nota politica di Marco Frittella. Tre minuti secchi di loden in diretta con le auree dichiarazioni degli esponenti delle varie forze politiche.
Se volete (davvero volete?… ma dai…) leggere anche la nota politica di stasera e quella di domani e di domani l’altro, è sufficiente sostituire le parole che compaiono qui sotto (legge elettorale e intercettazioni) con federalismo, aiuti all’auto, sicurezza, misure anticrisi, occupazione, Battisti (e Mogol? perché non lo citano? hanno rilitigato?), eccetera eccetera.
Ma diamo la linea a Marco Frittella così da permettere a tutte le persone sane di mente – come è abitudine durante il Tg1 – di interrompere la lettura di questa Rassegna Stanca e di approfittare di questi 180 secondi di vita per controllare la cottura della pasta, per fare pipì o per spegnere la Tv.
Vai Frittella: Sì, legge elettorale per le europee, dunque accordo sullo sbarramento al 4%. La Camera se ne occuperà da martedì. Protestano così i partiti che rischiano di rimanere fuori dal Parlamento europeo. Rifondazione comunista manifesta di fronte alla sede del Partito Democratico, protesta anche la Francescato dei Verdi. Ma dal Pdl Maurizio Lupi dice: “Positivo l’accordo con il Partito Democratico”. Sentiamo su questo Italo Bocchino del Pdl, Dario Franceschini del Pd e Paolo Ferrero di Rifondazione. Parte Bocchino a destra: “C’era il rischio di muro contro muro tra maggioranza e opposizione, lo sbarramento sarà utile alla stabilizzazione del sistema politico”. Franceschini raccoglie la palla al centro: “Una semplificazione, due grandi forze politiche e una serie di forze intermedie”. Quindi si insinua sulla fascia sinistra Ferrero: “Si cerca di tener fuori anche dal parlamento europeo la sinistra”.
Capitolo giustizia: questa mattina voto alla camera sulla relazione del Guardasigilli Alfano. Contro: Partito Democratico e Italia dei Valori. Voto comune, trasversale, su mozioni tra maggioranza, Udc e Radicali. Intanto è stato confermato l’accordo nella maggioranza sulle nuove regole per le intercettazioni telefoniche. Il disegno di legge arriverà alla Camera a febbraio. Sentiamo su questo Bricolo della Lega, Cicchitto del Pdl e Casini che parla appunto del voto trasversale di questa mattina sulla giustizia. Sentiamo. Bricolo: “Noi come Lega abbiamo chiesto che siano garantite per tutti i reati, così è. Allo stesso tempo però riusciremo finalmente a limitare gli abusi che ne sono stati fatti”. Cicchitto: “L’intercettazione deve essere limitata nel tempo in modo tale che se si accertano delle cose vale, se non si accertano (suspence…) non vale”. Casini: “Col voto sulla giustizia si è data una risposta concreta, c’è bisogno di abbassare i toni e lasciarsi alle spalle l’epoca del giustizialismo”.
Campagna elettorale in Sardegna. Al Partito Democratico, che ha criticato la presenza di Berlusconi nell’isola, il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, risponde così. Sentiamo Bonaiuti: “Se ne va ogni sera in televisione, ogni giorno sui giornali e nelle radio, ora va in Sardegna per sostenere il suo candidato. Però non vuole che ci vada Berlusconi perché dice che viola le regole. Capiamo le difficoltà in cui si trova Veltroni. Però è lui che stabilisce le regole?”. E allora sentiamo cosa ha detto Veltroni in Sardegna e poi linea allo studio…
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