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Il Malawi è un piccolo paese dell’Africa australe, per metà incuneato dentro il Mozambico. Noto agli appassionati di geografia per il suo lago (detto anche Niassa, il terzo del continente in ordine di grandezza) e a quelli di cronaca rosa per la vicenda del piccolo David, adottato da Madonna con la promessa di corrispondere al governo tre milioni di dollari, è qualificato come Heavily Indebted Poor Country (nazione povera estremamente indebitata). Insomma, quei posti dove per avere un po’ d’acqua devi fare chilometri a piedi fino al pozzo comune. Le guide turistiche lo definiscono il “cuore caldo” dell’Africa, in riferimento alla cordialità del suo popolo. Altra particolarità è quella di non avere mai visto una guerra civile, cosa rarissima per quelle latitudini.
A questo piccolo paese è dedicato il progetto culturale “MalaWiiii” (curato da Giovanna Bertelli), nato dall’incontro tra Mario Pacifici, padre monfortano che vive a Balaka (in Malawi) da 32 anni, la onlus Pang’ono Pang’ono di Rosignano Solvay (Livorno), il gruppo musicale Alleluya Band e l’associazione culturale Di+ di Bergamo.
L’occasione dell’iniziativa nasce dal viaggio compiuto dal fotoreporter Giovanni Diffidenti e dall’artista Laura Morelli (attenta agli argomenti di carattere sociale e alle relazioni interpersonali) a Balaka, sede del villaggio Andiamo Trust diretto da padre Pacifici, ma anche sede dell’Alleluya Band. Il programma, dal 23 luglio al 2 agosto a Castiglioncello (Livorno), prevede mostre fotografiche, concerti, installazioni video/audio e partite di calcio a scopo benefico.
“Io e Laura Morelli – spiega Giovanni Diffidenti – siamo partiti per il Malawi nell’ottobre scorso, ci siamo rimasti per un mese. Il mio lavoro è stato documentare i problemi principali del paese, come la malnutrizione, la diffusione dell’Aids, la prostituzione, il consumo di droghe, senza però dimenticare le sue bellezze e le sue tradizioni”. Il popolo del Malawi è conosciuto per la sua cordialità: “Sono un popolo tranquillo, accogliente, noi abbiamo percorso migliaia di chilometri senza mai avere una situazione, o anche la semplice sensazione, di pericolo”. Numerosi sono i ricordi che, seppur ormai a distanza di molti mesi, rimangono vivi nella memoria. Ricordi che ben spiegano i forti contrasti dell’Africa: “Abbiamo visto catturare un ladro di biciclette e, mentre veniva portato alla più vicina stazione di polizia, essere derubato dei pochi vestiti che aveva. E abbiamo visto il concerto ‘Lake of stars’, un evento di caratura internazionale che si tiene sul lago Malawi, dove per tre giorni l’intero paese mostra la propria musica e la propria cultura”.
Grande curiosità suscita il concerto dell’Alleluya Band, gruppo musicale gospel che mescola reggae e rumba africana, con testi di forte impegno civile. Nata negli anni Settanta nella parrocchia di Mponda, a Balaka, a sud del lago, in trent’anni di vita la band (15 elementi, tra cui alcuni ballerini) ha partecipato attivamente alla cultura nazionale, facendosi influenzare dalla musica leggera italiana degli anni settanta e mantenendo un forte legame con la tradizione orale africana. Nota al grande pubblico per il concerto che tenne il 5 maggio 1989 in occasione della visita in Malawi di Giovanni Paolo II, dal 1997 ha cominciato a esibirsi anche all’estero. Ha all’ativo numerosi album, l’ultimo si intitola “Heart of hope”. Alleluya Band è in Italia per la terza volta, per una lunga tournée estiva (ben 25 date, tra cui Roma e Milano) che si concluderà con i concerti di Rosignano Valley (24 luglio) e Cecina (25 luglio).








