di Roberto Bonzi
scritto in
Quartine del lunedi' |
permalink
Silvio non frana e limita il danno
in un Pdl in cui regna il dissenso,
mentre il Pd, sempre in affanno,
non intercetta nuovo consenso.
A due decenni dai “Roma ladrona”,
la Lega è padrona nel nord del Paese;
preso il Piemonte, la sveglia che suona
è per gli alleati che avanzan pretese.
In un impasto, razzismo e paure
van cementando un idem sentire
per comunità spezzate e insicure
che si ripiegano senza reagire.
La pedofilia ridotta a peccato
e non a reato soggetto alla legge
è il nodo irrisolto di un pontificato
che in omissioni guida il suo gregge.
Le “Quartine del lunedì” di Roberto Bonzi sono apparse per la prima volta nel blog dell’autore (www.invarchi.ilcannocchiale.it). Ogni lunedì le “Quartine” commentano i fatti della settimana.
Per festeggiare il primo lustro di vita (2004-2009), le “Quartine del lunedì” sono state raccolte in volume. Cinque anni di storie e di storia raccontati per le rime.
di Enzo Mauri
scritto in
Il terzo occhio |
permalink
Come volevasi dimostrare: a suggellare un dato di cui erano già al corrente tutti, l’Agcom ha comminato la scorsa settimana due sanzioni da 100.000 euro al TG1 e al TG5 per “il perdurare” durante la recente campagna per le elezioni regionali “di un forte squilibrio informativo tra le forze politiche, in particolare tra PDL e PD, e una marginale presenza delle nuove liste che si sono presentate alle elezioni, in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari”.
Nessuna novità, si diceva, poiché ancor prima che la temperatura del periodo elettorale raggiungesse i livelli al calor bianco di pochi giorni fa l’Autorità aveva avuto modo di riscontrare che il TG1 guidato da Augusto Minzolini aveva concesso al Pdl il 30,5% dell’informazione politica il quale sommato al 2,3% della Lega sfiorava il 33%.
Dati che non contavano le apparizioni di premier, ministri, presidenti di Camera e Senato, che tutti insieme arrivavano intorno al 23%: totale, 56%.
L’opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc) vantava invece un misero 18%, con il Partito democratico al 9%.
Il Tg1 ha sistematicamente calpestato anche il cosiddetto “metodo Zaccaria”, quello che da una decina di anni chiede ai telegiornali di dedicare un terzo dell’informazione all’opposizione e i restanti due terzi in parte eque a governo e maggioranza.
La fantasia non necessita di chissà quale volo pindarico, per immaginare i direttori dei rispettivi TG Augusto Minzolini e Clemente J Mimun ridersela sotto i baffi per un provvedimento che a tutti gli effetti sortirà l’effetto di cauto rimbrotto verso le rispettive aziende televisive che hanno già mostrato l’intenzione di impugnarlo presso le sedi competenti.
Nel Paese dove la legge è più che altro un’opinione, è probabile che un qualsivoglia tribunale dia retta alle rimostranze di Rai e Mediaset scongiurando l’ultimo barlume di legalità rimasta.
Il recente caso di Raiperunanotte che ha portato una ventata di freschezza e – permetteteci il termine spesso usato a sproposito – libertà nello squallido panorama televisivo italiano, a tutto vantaggio del satellite e di Internet, ha posto l’accento su quello che ormai è un vero e proprio vulnus. In Italia fare vera informazione è diventata una sorta di chimera e chi si avventa nel delicato campo del diritto di cronaca se non allineato rischia d’essere tagliato fuori a tutti gli effetti.
Come diceva Barbara Serra,volto italiano di Al Jazeera, durante la trasmissione di Santoro, all’estero viene considerato degno di rispetto il giornalista che più fieramente riesce ad incidere la propria penna nell’impenetrabile muro del potere, qui in Italia invece si preferisce una più opportunistica genuflessione ai voleri di chi governa. Auguriamoci davvero che il vento stia cambiando direzione.
di Redazione
scritto in
Politica |
permalink
Ecco la terza previsione “a naso” – in ordine di tempo - di Novamag sulla base dei dati scrutinati e delle proiezioni Emg:
CENTRODESTRA 6 REGIONI (ne aveva 2), CENTROSINISTRA 7 REGIONI (ne aveva 11)
VENETO era centrodestra resta al centrodestra
LOMBARDIA era centrodestra resta al centrodestra
PIEMONTE era centrosinistra va al centrodestra
EMILIA-R era centrosinistra resta al centrosinistra
LIGURIA era centrosinistra resta al centrosinistra
TOSCANA era centrosinistra resta al centrosinistra
UMBRIA era centrosinistra resta al centrosinistra
LAZIO era centrosinistra va al centrodestra
CAMPANIA era centrosinistra va al centrodestra
BASILICATA era centrosinistra resta al centrosinistra
PUGLIA era centrosinistra resta al centrosinistra
CALABRIA era centrosinistra va al centrodestra