di Massimiliano Di Giorgio

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Pippi Calzelunghe, la bimba svedese dolce e ribelle dalle inconfondibili trecce rosse, compie 40 anni in tv, almeno per noi italiani.

Creata una settantina di anni fa dalla scrittrice svedese Astrid Lindgren, Pippi deve il suo enorme successo al piccolo schermo, dove comparve per la prima volta, in Svezia, nel 1969 in 13 episodi diretti da Olle Hellbom.

In Italia, il personaggio interpretato da Inger Nilsson – che nel ’69 aveva 10 anni – arrivò nel settembre 1970, sul Primo canale, ed ottenne subito un grande e imprevisto successo.

“Non ci aspettavamo un successo del genere, no – racconta Sergio Poliandri, storico adattatore, che curò i dialoghi italiani di Pippi – Per quei tempi era un telefilm molto originale, non c’erano serie di questo tipo, e per la tv italiana era una vera novità. Pippi era un personaggio molto divertente, spiritoso e soprattutto moderno”.

Pippi vive in una tranquilla cittadina svedese in un’epoca non ben precisata, che potrebbe andare dagli anni Trenta, a giudicare da certi costumi e dalle automobili, ai Sessanta. La sua casa è Villa Colle, dove abita insieme a una scimmietta, il Signor Nilsson, e al cavallo, chiamato Zietto. La mamma è “in cielo”, il papà è un capitano che naviga nei mari del Sud, ma ogni tanto torna a trovare la figlia, con tutto il suo equipaggio.

Pippi non va a scuola, perché è autodidatta e poi, soprattutto, si annoia. Veste in un modo originalissimo, colorato, pare quasi il prototipo di una femminista hippy in miniatura. Ha una forza incredibile – in uno degli episodi fa fuggire i pirati che hanno preso prigioniero il padre – è incredibilmente generosa, anche con i ladri, ed è una bravissima cuoca. I suoi compagni di avventure sono Annika e il fratello Tommy.

A dare voce in Italia a Pippi-Nilsson, la coetanea Emanuela Rossi, una delle più famose doppiatrici italiane, che viene da una famiglia di artisti.

“Avevo iniziato a lavorare nel doppiaggio già un paio d’anni prima – racconta Rossi, che ha doppiato tra le altre Michelle Pfeiffer, Nicole Kidman, Uma Thurman ed Emma Thompson – e fui scelta dopo una serie di provini. Non potevo immaginare che sarebbe stato un successo di genere, e anche che avrebbe segnato così tanto la mia carriera”.

“In 40 anni ho fatto tantissime altre cose, ma Pippi mi è rimasta nel cuore. I telefilm sono belli, mi fermo ancora a guardarli. Hanno una dimensione fanciullesca, poetica, originale… e poi c’è ancora chi mi chiede di fargli ‘la voce di Pippi”.

Emanuela Rossi ha forse solo due rimpianti. Il primo è quello di non aver cantato lei la canzone di Pippi – che invece fu intrerpretata dall’attrice Isa Di Marzio, che all’epoca aveva già 41 anni ed era stata anche lei doppiatrice fin dalla tenera età. Il secondo, quello di non aver mai incontrato Inger Nilsson, che pure negli anni passati è stata ospite almeno in due occasioni della tv italiana in show dedicati a Pippi.

Nilsson, che per anni ha lasciato lo spettacolo lavorando come segretaria, è poi tornata recentemente in tv sia in Svezia che in Germania.

Il mito tv di Pippi intanto, nel corso degli anni, ha continuato ad alimentarsi. Tornato sugli schermi grazie ai canali satellitari, il telefilm è anche in dvd. A fine anni 90 è stata lanciata anche una serie animata, che solo in parte ricalca quella tv.

Sul canale di condivisione video YouTube si possono rintracciare quasi 3.000 video dedicati a Pippi, in parte frammenti della serie tv, in parte omaggi di fan piccoli e grandi. E negli ultimi anni, a Carnevale, il costume di Pippi Calzelunghe ha cominciato ad affiancare nelle piazze le maschere più classiche e gli altri personaggi della tv.